waka waka hagam
I mondiali, poi Shakira a mani giunte, lo stress per i nostri progetti mondiali, la pioggia e poi il caldo….Troppo forte la tentazione.
Con quella buona dose di follia che non ci manca ci siamo lanciati: via il tavolo dalla sala riunioni e tutti a ballare il “waka waka” come rito collettivo liberatorio e sacrificio immolato all’altare degli dei della comunicazione, bagnati da sudore purificatorio e inebriati dagli umori di dieci persone chiuse in pochi metri quadrati.
L’abbiamo sempre detto Hagam non è non sarà mai una targa d’ottone con scritto “Grande cognome & associati”.
E allora si liberino i corpi mostrare cosa è “il comunicar multimediale”.
Videorispondeteci se ne avrete l’ardire.


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