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	<title>Esserincomunicazione &#187; microblogging</title>
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	<description>comunicazione, cultura, società</description>
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		<title>FACEBOOK: LEGGERE LE ISTRUZIONI PRIMA DELL&#8217;USO</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.
IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO
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<p>Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.<span id="more-139"></span></p>
<p><strong>IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO</strong></p>
<p><em><strong>Nel&#8217;esistenza umana da 0 a 1 anno è tutto pubblico.<br />
Poi, attraverso il processo di separazione e individuazione si comincia a creare una dimensionde privata.<br />
E&#8217; dipendente chi non riesce a sviluppare processi sani di individuazioni: si è dipendenti dalla cioccolata alla cocaina, dal sesso a internet.</strong></em></p>
<p>Pubblicare la propria faccia on line, i propri pensieri, il proprio album delle foto, le proprie impressioni sul mondo, sul datore di lavoro, il preside, l’ex-fidanzata e quant’altro vuol dire rendere letteralmente pubbliche delle parti di sé o del proprio mondo relazionale.<br />
Esiste una dimensione privata e pubblica dell’esistenza, una linea che nella vita e nelle relazioni o negli ambienti di tutti i giorni si tiene ben presente. E’ la linea al di qua della quale vi sono i pensieri nascosti o indicibili, il pudore, l’intimità…e aldilà della quale esiste tutto ciò che ci sembra opportuno rendere noto, condividere, urlare o sussurrare, mostrare.</p>
<p>Un bimbo dalla primissima infanzia in poi rende tutto pubblico: fame, sete, bisogno di contatto fisico. E lo fa come può e come sa. Questo perché il suo mondo è fuso e con-fuso con quello materno. E’ con la crescita e l’individuazione che si fa spazio la costruzione di un “mondo interno” proprio e separato da quello della madre. E’ in questo mondo interno che si sviluppa un pensiero proprio, un’intelligenza emotiva…Qui nasce il privato che solo in alcune situazioni, con alcune persone o contesti si rendere in parte o totalmente pubblico.<br />
Certo è che tanto nella prima infanzia, tanto nelle età successive l’atto di condividere il proprio mondo interno con gesti, sguardi, parole e tutto il “multimedia” di cui fatto un essere umano è una delle esperienze più incredibili e importanti.</p>
<p><strong>Il tasto condividi</strong><br />
Il socialnetworking è un media e un canale integrativo non sostitutivo di altre forme relazionali</p>
<p>Schiacciare il  tasto “condividi “ su Facebook è un atto semplice, immediato apparentemente: condividi un link, un barzelletta, un post. Una bella possibilità quindi anche da un punto di vista relazionale. Basta avere consapevolezza. Per i più giovani, gli smanettoni, o quelli nati già digitali è importante quindi aprire spazi formativi.<br />
Rispetto ai nuovi media credo che le possibilità di condivisione e connettività aprano orizzonti anche di senso. Si tratta comunque di scenari “integrativi” e non sostitutivi delle relazioni reali.<br />
Mi fa sempre sorridere l’obiezione del “partito reazionario” che rispetto al web sostiene romanticamente di preferire “relazioni reali” fatte di carne. Ovvio.<br />
E’ come dire al telefono “Amore mi manchi tanto e vorrei tu fossi qui…”  e poi prendersela con il telefono o il gestore perché allontana le relazioni fisiche. La tecnologie offrono strumenti, media-tori appunto.<br />
E il web nella sua evoluzione è senza dubbio il media che offre le maggiori possibilità di partecipazione, di interazione e protagonismo.<br />
E i rischi? Al prossimo post.</p>
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		<title>PRIGIONIERI DI FACEBOOK &#8211; HAGAM LIVE SU RTSI</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 07:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciano Cefariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[luca de biase]]></category>
		<category><![CDATA[micro macro]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[tv svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfondimento su Social network, blog e microblogging trasmesso dalla TV svizzera RSI - 1/3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_33" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://blog.hagam.it/wp-content/uploads/2009/05/micromacro_globo-b-150x150.jpg" alt="Prigionieri di Facebook" title="Prigionieri di Facebook" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-33" /><p class="wp-caption-text">Prigionieri di Facebook</p></div><strong>Giuseppe Sangiorgio</strong></a> è stato ospite della Rete Svizzera Italiana che ha dedicato una puntata della trasmissione Micro Macro a Facebook e alla vita che si sviluppa sui social network. </p>
<p>In compagnia di <a href="http://blog.debiase.com/">Luca de Biase</a> direttore di Nova 24, Giuseppe ha analizzato da un punto di vista formativo e della comunicazione l&#8217;essere &#8220;Prigionieri di Facebook.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MHwu-XBdRcA">Micro Macro 01.05.2009 &#8211; Prigionieri di Facebook 1/3  [ Video ]<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n8igXw-BFs4">Micro Macro 01.05.2009 &#8211; Prigionieri di Facebook 2/3  [ Video ]<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=R0BCrxwIZtc">Micro Macro 01.05.2009 &#8211; Prigionieri di Facebook 3/3  [ Video ]<br />
</a></li>
</ul>
<div class="collapse-content">
<div class="watch-video-desc"></div>
</div>
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