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	<title>Esserincomunicazione &#187; formazione</title>
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	<description>comunicazione, cultura, società</description>
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		<title>Guerriglia a Busto Arsizio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 21:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Gibilaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[guerrilla marketing]]></category>
		<category><![CDATA[hagam]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è il guerrilla marketing? A cosa serve? Sì può pensare – e mettere in atto – un&#8217;azione di guerriglia (marketing) sociale a Busto Arsizio?
Forse sì.  Una folta schiera di giovani ha partecipato ieri sera al primo incontro del corso dedicato a questi temi e finalizzato alla realizzazione di un progetto di promozione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/02/bansky-300x294.jpg" alt="bansky" title="bansky" width="300" height="294" class="alignleft size-medium wp-image-1130" />Che cos&#8217;è il guerrilla marketing? A cosa serve? Sì può pensare – e mettere in atto – un&#8217;azione di guerriglia (marketing) sociale a Busto Arsizio?<br />
Forse sì. <span id="more-1129"></span> Una folta schiera di giovani ha partecipato ieri sera al primo incontro del corso dedicato a questi temi e finalizzato alla realizzazione di un progetto di promozione di un “prodotto sociale” attraverso la strategia del guerrilla marketing.<br />
Il corso, che si tiene da febbraio ad aprile nella sede della Cooperativa Elaborando a Busto Arsizio, attraverso una serie di lezioni frontali e workshop pratici, porterà alla progettaizone di un&#8217;azione, mentre la fase di sperimentazione sul campo si svolgerà nei mesi di maggio/giugno.<br />
Altre indiscrezioni, per ora, non trapelano: se si anticipano i piani, che guerriglia è?</p>
<p>In collaborazione con Hagam &#8211; essereincomunicazione</p>
<p>QUANDO:<br />
(sempre dalle 21.00 alle 23.00)<br />
1 feb &#8211; Introduzione: cos&#8217;è e a cosa serve il guerrilla marketing.<br />
8 feb &#8211; Comunicare prodotti, comunicare valori: tecniche e strategie.<br />
22 feb &#8211; Case history di successo<br />
6 mar – Workshop: progettazione<br />
15 mar – Workshop: presentazione dei progetti<br />
29 mar &#8211; Workshop: valutazione di fattibilit<br />
12 apr – Verifica </p>
<p>DOVE:<br />
Sede di Elaborando<br />
Via A. Pozzi, 3 a Busto Arsizio</p>
<p>CONTATTI:<br />
0331622700<br />
migrando@elaborando.it<br />
staff@elaborando.it</p>
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		<title>POLPO E POLPA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 16:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Gibilaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visto]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema d'animazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[
Due polpi innamorati vengono drammaticamente separati: il polpo femmina viene bruscamente tolta dall&#8217;acquario, destinazione la cucina di un ristorante per turisti. E il polpo maschio parte alla riscossa&#8230; 
Storia semplice semplice, ma cinema d&#8217;animazione in versione ultra-short di altissima qualità.
Pensare che è il saggio di fine corso di una scuola di cinema fa venire i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HkjNfFaYl4M&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HkjNfFaYl4M&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object></p>
<p><em>Due polpi innamorati vengono drammaticamente separati: il polpo femmina viene bruscamente tolta dall&#8217;acquario, destinazione la cucina di un ristorante per turisti. E il polpo maschio parte alla riscossa&#8230; </em><span id="more-167"></span></p>
<p>Storia semplice semplice, ma cinema d&#8217;animazione in versione ultra-short di altissima qualità.<br />
Pensare che è il saggio di fine corso di una <a href="http://www.gobelins.fr/">scuola di cinema </a>fa venire i brividi: di fronte a questi giovani francesi freschi di studi, anche le migliori scuole del nostro paese impallidiscono&#8230;</p>
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		<title>LA SFIDA FORMATIVA DEL WEB 2.0</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/06/la-sfida-formativa-del-web-20/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe sangiorgio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.
Bisogna smetterla di avere una posizione difensiva e di resistenza di fronte a ciò che ha grande potenzialità di evoluzione, crescita&#8230;Sarà sempre perdente.
Si ha paura di ciò che non si conosce, e ci si difende magari con proclami e condanne: chi con argomentazioni acculturate e “psicosociologismi”, chi con semplici luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R0BCrxwIZtc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R0BCrxwIZtc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object><br />
<strong><em>Curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.</strong></em></p>
<p>Bisogna smetterla di avere una posizione difensiva e di resistenza di fronte a ciò che ha grande potenzialità di evoluzione, crescita&#8230;Sarà sempre perdente.<br />
Si ha paura di ciò che non si conosce, e ci si difende magari con proclami e condanne: chi con argomentazioni acculturate e “psicosociologismi”, chi con semplici luoghi comuni.<br />
Quel che penso è che la tendenza al sensazionalismo della stampa,  gli atteggiamenti di qualche parruccone, insegnante o psicoterapeuta mediatico di turno siano il sintomo di un timore dell&#8217;avanzata imponente e ineluttabile della rete, della nuova intelligenza connettiva, e che si utilizzino pertanto le ultime armi a disposizione per mantenere il proprio status  di  autorità.<br />
Ma non funziona così&#8230;<span id="more-158"></span><br />
L&#8217;atteggiamento deve essere un altro: curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.</p>
<p>Così Luca Conti</p>
<blockquote><p>“Facebook ha di suo l’ essere generalista e omnicomprensivo, quasi un microcosmo nella rete, dal quale controllare e gesitre le proprie relazioni, con messaggi, chat e condivisione di link, eventi o la partecipazione a gruppi con interessi comuni. Il rischio, soprattutto in una prima fase, è di farsi inglobare e pensare che Facebook sia Internet. Non è così. Come ogni strumento, va usato con il giusto equilibrio: possono nascere opportunità professionali inaspettate o idee frutto della condivisione. Basta solo un po’ di sale in zucca.”</p></blockquote>
<p>E spingendosi ben al di là del giusto richiamo a “equilibrio e sale in zucca” <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2009/04/03/il_paradosso_del_web_20_parte.htm">Robin Good centra il cuore della questione</a>  che è eminenetemente culturale, pedagogica.</p>
<p> <strong>Il paradosso del Web 2.0? </strong><br />
E&#8217; il paradosso vivente di una società che mentre apprende ed applica le nuove regole fondamentali del comportamento e della comunicazione grazie alla rapida crescita di Internet in molti settori del business, fallisce ancora nell&#8217;avere una sufficiente maturità morale capace di rendere concrete queste nuove scoperte nel mondo dell&#8217;educazione e dell&#8217;apprendimento.</p>
<p><strong>DALL&#8217;ON-LINE ALL&#8217;OFF-LINE ANDATA E RITORNO: UN CIRCOLO VIRTUOSO.</strong><br />
E&#8217; inutile e dannoso contrapporre l&#8217;on-line all&#8217;off-line. Sono due esperienze complementari, l&#8217;una porta benefici e arricchimento all&#8217;altra.</p>
<p>Il mio modello educativo e di comunicazione si polarizza fortemente tra ciò che estremamente reale (penso al teatro) e ciò che è estremamente virtuale.<br />
In comunicazione le esperienze più recenti e più interessanti sono i flash mob: appuntamenti ed eventi che nascono on-line e che hanno poi un teatralizzazione in piazze e luoghi reali e che infine vengono ripresi e amplificati on-line.<br />
Anche qui la scommessa è quella di saper integrare media, modelli ed esperienze e non di candidarne uno a svantaggio di altri.</p>
<p><strong>IL LABORATORIO: A SCUOLA DI ERRORI  ALTRO CHE PAPERISSIMA.</strong><br />
Trovo che il metodo laboratoriale rimanga uno degli approcci formativi più affascinanti e proficui: giovani ed adulti fanno un&#8217;esperienza insieme, insieme sperimentano, provano e scoprono orizzonti di senso. E ognuno porta le proprie competenze, le proprie elaborazioni.<br />
Fondamentale è l&#8217;errore, meglio trasfomare gli errori in pensiero. Ciò che insegnato non è la strada pefetta, ma bisogna apprendere sono i modelli per superare gli errori.<br />
Nel laboratorio si diventa attori e protagonisti della conoscenza perché la conoscenza viene<br />
co-costruita.<br />
Nel laboratorio esiste la possibilità espressiva originale di ogni persona, una diversa dall&#8217;altra, ognuno con un suo specifico e ognuno con potenzialità proprie. Ed ognuno diventa risorsa per l&#8217;altro.<br />
Il web con le attualissime implemetazioni di social networking, di condivisione del sapere ha nel proprio dna questo potenziale, che esalta il contributo del singolo rigenerandolo e potenziandolo con la condivisione e la creazione di comunità.</p>
<p><strong>CAMBIANO LE FORME DI COMUNICAZIONE, MA I BISOGNI RIMANGONI GLI STESSI</strong><br />
Nei mutamenti repentini, che portano potenzialità quanto insidie non va perso di vista che i bisogni dei ragazzi rimangono immutati: bisogno di relazione, di ascolto, di protagonismo, di attenzione ai propri vissuti e alle propie emozioni.<br />
Se gli adulti sono attenti a questi aspetti e giocano la propria autorevolezza rimarranno sempre un punto di riferimento per i più giovani.<br />
Gli adulti debbono rimanere, in particolare per gli adolescenti, soggetti da sfidare, sorpassare, attraverso provocazioni e giochi di forza. Non dobbiamo sottrarci a questa sfida né arretrando in posizioni difensiviste né avanzando sino a con-fondersi con i ragazzi.<br />
Anzi l&#8217;adulto deve sempre rilanciare una sfida più ardita e complessa, imparando a governare codici e media dei ragazzi. Alla fine si genererà un&#8217;alleanza sostanziale. </p>
<p><a href="http://friendfeed.com/sanjosef"><img alt="View my FriendFeed" style="border:0;" src="http://friendfeed.com/embed/badge/sanjosef/format-png/width-200" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FACEBOOK: LEGGERE LE ISTRUZIONI PRIMA DELL&#8217;USO</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
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		<description><![CDATA[
Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.
IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO
Nel&#8217;esistenza umana da 0 a 1 anno è tutto pubblico.
Poi, attraverso il processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/n8igXw-BFs4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/n8igXw-BFs4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object></p>
<p>Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.<span id="more-139"></span></p>
<p><strong>IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO</strong></p>
<p><em><strong>Nel&#8217;esistenza umana da 0 a 1 anno è tutto pubblico.<br />
Poi, attraverso il processo di separazione e individuazione si comincia a creare una dimensionde privata.<br />
E&#8217; dipendente chi non riesce a sviluppare processi sani di individuazioni: si è dipendenti dalla cioccolata alla cocaina, dal sesso a internet.</strong></em></p>
<p>Pubblicare la propria faccia on line, i propri pensieri, il proprio album delle foto, le proprie impressioni sul mondo, sul datore di lavoro, il preside, l’ex-fidanzata e quant’altro vuol dire rendere letteralmente pubbliche delle parti di sé o del proprio mondo relazionale.<br />
Esiste una dimensione privata e pubblica dell’esistenza, una linea che nella vita e nelle relazioni o negli ambienti di tutti i giorni si tiene ben presente. E’ la linea al di qua della quale vi sono i pensieri nascosti o indicibili, il pudore, l’intimità…e aldilà della quale esiste tutto ciò che ci sembra opportuno rendere noto, condividere, urlare o sussurrare, mostrare.</p>
<p>Un bimbo dalla primissima infanzia in poi rende tutto pubblico: fame, sete, bisogno di contatto fisico. E lo fa come può e come sa. Questo perché il suo mondo è fuso e con-fuso con quello materno. E’ con la crescita e l’individuazione che si fa spazio la costruzione di un “mondo interno” proprio e separato da quello della madre. E’ in questo mondo interno che si sviluppa un pensiero proprio, un’intelligenza emotiva…Qui nasce il privato che solo in alcune situazioni, con alcune persone o contesti si rendere in parte o totalmente pubblico.<br />
Certo è che tanto nella prima infanzia, tanto nelle età successive l’atto di condividere il proprio mondo interno con gesti, sguardi, parole e tutto il “multimedia” di cui fatto un essere umano è una delle esperienze più incredibili e importanti.</p>
<p><strong>Il tasto condividi</strong><br />
Il socialnetworking è un media e un canale integrativo non sostitutivo di altre forme relazionali</p>
<p>Schiacciare il  tasto “condividi “ su Facebook è un atto semplice, immediato apparentemente: condividi un link, un barzelletta, un post. Una bella possibilità quindi anche da un punto di vista relazionale. Basta avere consapevolezza. Per i più giovani, gli smanettoni, o quelli nati già digitali è importante quindi aprire spazi formativi.<br />
Rispetto ai nuovi media credo che le possibilità di condivisione e connettività aprano orizzonti anche di senso. Si tratta comunque di scenari “integrativi” e non sostitutivi delle relazioni reali.<br />
Mi fa sempre sorridere l’obiezione del “partito reazionario” che rispetto al web sostiene romanticamente di preferire “relazioni reali” fatte di carne. Ovvio.<br />
E’ come dire al telefono “Amore mi manchi tanto e vorrei tu fossi qui…”  e poi prendersela con il telefono o il gestore perché allontana le relazioni fisiche. La tecnologie offrono strumenti, media-tori appunto.<br />
E il web nella sua evoluzione è senza dubbio il media che offre le maggiori possibilità di partecipazione, di interazione e protagonismo.<br />
E i rischi? Al prossimo post.</p>
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