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	<title>Esserincomunicazione &#187; educazione</title>
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	<description>comunicazione, cultura, società</description>
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		<title>Stay hungry. Stay foolish.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Visionario, geniale, innovatore, per qualcuno abile venditore, per altri addirittura profeta.
Comunque lo si voglia definire è un uomo che ha lasciato un segno e ha modificato la nostra quotidianità.
La cifra di Steve Jobs non è riducibile ad un device più evoluto di altri, ed è ben rappresentata in questo storico discorso.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visionario, geniale, innovatore, per qualcuno abile venditore, per altri addirittura profeta.<br />
Comunque lo si voglia definire è un uomo che ha lasciato un segno e ha modificato la nostra quotidianità.<br />
La cifra di Steve Jobs non è riducibile ad un device più evoluto di altri, ed è ben rappresentata in questo storico discorso.<br />
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		<title>Internet, telefonia e videogiochi in sicurezza.</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2010/07/internet-telefonia-e-videogiochi-in-sicurezza/</link>
		<comments>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2010/07/internet-telefonia-e-videogiochi-in-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 14:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[Fatto]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco due video interessanti realizzati da Hagam che raccontano il percorso fatto nel progetto &#8220;Praticamente Adolescenti&#8221; dell&#8217;Istituto comprensivo di Cassano Magnago, in collaborazione con la Polizia Postale e Unison.
Per usare le nuove tecnologie in sicurezza.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco due video interessanti realizzati da Hagam che raccontano il percorso fatto nel progetto &#8220;Praticamente Adolescenti&#8221; dell&#8217;Istituto comprensivo di Cassano Magnago, in collaborazione con la Polizia Postale e Unison.<br />
Per usare le nuove tecnologie in sicurezza.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EV7wQDoy-D4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EV7wQDoy-D4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZxNKwc5qj4A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ZxNKwc5qj4A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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		<title>WC-SHOW: UNA SIT-COM NEI BAGNI DELLA SCUOLA</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/08/wc-show-una-sit-com-nei-bagni-della-scuola/</link>
		<comments>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/08/wc-show-una-sit-com-nei-bagni-della-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 10:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto]]></category>
		<category><![CDATA[educational]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[
Gli adolescenti vi fanno paura? Volete guardare dalla buco della serratura o meglio da uno specchio bidirezionale cosa fanno e dicono nei bagni della scuola? Allora WC SHOW fa per voi. 

Una sit-com in stile Camera café dove  gli attori sono studenti delle scuole superiori ele scene sono ambientate nei bagni di una scuola qualunque.
Di che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WZ8ea_K0uVM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WZ8ea_K0uVM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p>Gli adolescenti vi fanno paura? <strong>Volete guardare dalla buco della serratura</strong> o meglio da uno specchio bidirezionale cosa fanno e dicono nei bagni della scuola? <strong>Allora WC SHOW fa per voi.</strong> </p>
<p><span id="more-652"></span></p>
<p>Una sit-com in stile Camera café dove  gli attori sono studenti delle scuole superiori ele scene sono ambientate nei bagni di una scuola qualunque.</p>
<p>Di che si parla? Nei primi tre episodi di <strong>sostanze stupefacenti: cannabis, ecstasy, alcol.</strong></p>
<p>Sette personaggi &#8211; <strong>Pusha, Spillo, Spugna, Palla, Gatta, Ginger e Bea</strong> &#8211; al suono della campanella, durante il cambio dell&#8217;ora si ritrovano nel bagno dei ragazzi o delle ragazze per parlare di tizi &#8216;troppo fighi&#8217;, delle prossime interrogazioni e dei voti presi a quelle passate; ma anche <strong>per &#8217;smuffare&#8217; un po&#8217;,</strong> organizzare l&#8217;uscita del sabato sera, e darsi appuntamento a un festino dove provare lo &#8216;<strong>sballo con il Misticy</strong>&#8216; o con &#8216;<strong>certi cocktail da paura&#8217;</strong>.</p>
<p>Frutto di un progetto avviato all&#8217;inizio nel 2005 dal <a href="http://www.asl.varese.it/wai/wes/docs/dipartimentodipendenze.php">Dipartimento delle Dipendenze della ASL di Varese</a> e realizzato da <strong>una ventina di studenti della provincia varesina</strong> insieme alla casa di produzione Hagam, WC SHOW arriva a proporre un nuovo modello di <strong>info-reality</strong>. L&#8217;intento dell&#8217;iniziativa infatti  è quello di presentare uno spaccato molto realistico della vita adolescenziale e riflettere in modo ironico sui comportamenti dei giovani, con uno sguardo disincantato. Lontano da facili moralismi. Ma pur sempre teso a fare una corretta informazione sui rischi legati all&#8217;uso di sostanze stupefacenti e all&#8217;abuso di alcol. E a favorire la prevenzione.</p>
<p>A questo proposito, per rendere al meglio lo slang, le abitudini e i problemi dei ragazzi si è pensato di coinvolgerli direttamente nel progetto attraverso <strong>un laboratorio creativo sui contenuti, le diverse strategie di comunicazione e il linguaggio audiovisivo. </strong></p>
<p>Nei tre episodi del filmato  le scene vengono scandite dai cambi dell&#8217;ora e si chiudono con la comparsa del bidello (<a href="http://images.google.it/images?hl=it&#038;client=firefox-a&#038;rls=org.mozilla:it:official&#038;hs=bK7&#038;q=Rocco+Barbaro&#038;um=1&#038;ie=UTF-8&#038;ei=8e5_Sp3GJMnF_gaw09znBw&#038;sa=X&#038;oi=image_result_group&#038;ct=title&#038;resnum=4">Rocco Barbaro</a> &#8220;me ne fotto!&#8221;) a cui è consegnata la battuta finale: <strong>caricatura del senso comune o delle perplessità di un mondo adulto distratto</strong>. </p>
<p>Dalla studentessa ligia e impegnata, allo studente scapestrato e spaccone, dal timido all&#8217;appariscente, dal &#8216;tonto&#8217; al furbetto <strong>tutte le categorie di studenti vengono rappresentate . Ecco gli altri due episodi.</strong></p>
<p><strong>IL MISTICY</strong></p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/23wENP4kJtM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/23wENP4kJtM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p><strong>DUNA BLU</strong></p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/A3CukvvFxIg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/A3CukvvFxIg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
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		<title>LA SFIDA FORMATIVA DEL WEB 2.0</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/06/la-sfida-formativa-del-web-20/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.
Bisogna smetterla di avere una posizione difensiva e di resistenza di fronte a ciò che ha grande potenzialità di evoluzione, crescita&#8230;Sarà sempre perdente.
Si ha paura di ciò che non si conosce, e ci si difende magari con proclami e condanne: chi con argomentazioni acculturate e “psicosociologismi”, chi con semplici luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R0BCrxwIZtc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R0BCrxwIZtc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object><br />
<strong><em>Curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.</strong></em></p>
<p>Bisogna smetterla di avere una posizione difensiva e di resistenza di fronte a ciò che ha grande potenzialità di evoluzione, crescita&#8230;Sarà sempre perdente.<br />
Si ha paura di ciò che non si conosce, e ci si difende magari con proclami e condanne: chi con argomentazioni acculturate e “psicosociologismi”, chi con semplici luoghi comuni.<br />
Quel che penso è che la tendenza al sensazionalismo della stampa,  gli atteggiamenti di qualche parruccone, insegnante o psicoterapeuta mediatico di turno siano il sintomo di un timore dell&#8217;avanzata imponente e ineluttabile della rete, della nuova intelligenza connettiva, e che si utilizzino pertanto le ultime armi a disposizione per mantenere il proprio status  di  autorità.<br />
Ma non funziona così&#8230;<span id="more-158"></span><br />
L&#8217;atteggiamento deve essere un altro: curiosità, approccio antropologico, sperimentazione, esperienze condivise.</p>
<p>Così Luca Conti</p>
<blockquote><p>“Facebook ha di suo l’ essere generalista e omnicomprensivo, quasi un microcosmo nella rete, dal quale controllare e gesitre le proprie relazioni, con messaggi, chat e condivisione di link, eventi o la partecipazione a gruppi con interessi comuni. Il rischio, soprattutto in una prima fase, è di farsi inglobare e pensare che Facebook sia Internet. Non è così. Come ogni strumento, va usato con il giusto equilibrio: possono nascere opportunità professionali inaspettate o idee frutto della condivisione. Basta solo un po’ di sale in zucca.”</p></blockquote>
<p>E spingendosi ben al di là del giusto richiamo a “equilibrio e sale in zucca” <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2009/04/03/il_paradosso_del_web_20_parte.htm">Robin Good centra il cuore della questione</a>  che è eminenetemente culturale, pedagogica.</p>
<p> <strong>Il paradosso del Web 2.0? </strong><br />
E&#8217; il paradosso vivente di una società che mentre apprende ed applica le nuove regole fondamentali del comportamento e della comunicazione grazie alla rapida crescita di Internet in molti settori del business, fallisce ancora nell&#8217;avere una sufficiente maturità morale capace di rendere concrete queste nuove scoperte nel mondo dell&#8217;educazione e dell&#8217;apprendimento.</p>
<p><strong>DALL&#8217;ON-LINE ALL&#8217;OFF-LINE ANDATA E RITORNO: UN CIRCOLO VIRTUOSO.</strong><br />
E&#8217; inutile e dannoso contrapporre l&#8217;on-line all&#8217;off-line. Sono due esperienze complementari, l&#8217;una porta benefici e arricchimento all&#8217;altra.</p>
<p>Il mio modello educativo e di comunicazione si polarizza fortemente tra ciò che estremamente reale (penso al teatro) e ciò che è estremamente virtuale.<br />
In comunicazione le esperienze più recenti e più interessanti sono i flash mob: appuntamenti ed eventi che nascono on-line e che hanno poi un teatralizzazione in piazze e luoghi reali e che infine vengono ripresi e amplificati on-line.<br />
Anche qui la scommessa è quella di saper integrare media, modelli ed esperienze e non di candidarne uno a svantaggio di altri.</p>
<p><strong>IL LABORATORIO: A SCUOLA DI ERRORI  ALTRO CHE PAPERISSIMA.</strong><br />
Trovo che il metodo laboratoriale rimanga uno degli approcci formativi più affascinanti e proficui: giovani ed adulti fanno un&#8217;esperienza insieme, insieme sperimentano, provano e scoprono orizzonti di senso. E ognuno porta le proprie competenze, le proprie elaborazioni.<br />
Fondamentale è l&#8217;errore, meglio trasfomare gli errori in pensiero. Ciò che insegnato non è la strada pefetta, ma bisogna apprendere sono i modelli per superare gli errori.<br />
Nel laboratorio si diventa attori e protagonisti della conoscenza perché la conoscenza viene<br />
co-costruita.<br />
Nel laboratorio esiste la possibilità espressiva originale di ogni persona, una diversa dall&#8217;altra, ognuno con un suo specifico e ognuno con potenzialità proprie. Ed ognuno diventa risorsa per l&#8217;altro.<br />
Il web con le attualissime implemetazioni di social networking, di condivisione del sapere ha nel proprio dna questo potenziale, che esalta il contributo del singolo rigenerandolo e potenziandolo con la condivisione e la creazione di comunità.</p>
<p><strong>CAMBIANO LE FORME DI COMUNICAZIONE, MA I BISOGNI RIMANGONI GLI STESSI</strong><br />
Nei mutamenti repentini, che portano potenzialità quanto insidie non va perso di vista che i bisogni dei ragazzi rimangono immutati: bisogno di relazione, di ascolto, di protagonismo, di attenzione ai propri vissuti e alle propie emozioni.<br />
Se gli adulti sono attenti a questi aspetti e giocano la propria autorevolezza rimarranno sempre un punto di riferimento per i più giovani.<br />
Gli adulti debbono rimanere, in particolare per gli adolescenti, soggetti da sfidare, sorpassare, attraverso provocazioni e giochi di forza. Non dobbiamo sottrarci a questa sfida né arretrando in posizioni difensiviste né avanzando sino a con-fondersi con i ragazzi.<br />
Anzi l&#8217;adulto deve sempre rilanciare una sfida più ardita e complessa, imparando a governare codici e media dei ragazzi. Alla fine si genererà un&#8217;alleanza sostanziale. </p>
<p><a href="http://friendfeed.com/sanjosef"><img alt="View my FriendFeed" style="border:0;" src="http://friendfeed.com/embed/badge/sanjosef/format-png/width-200" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FACEBOOK: LEGGERE LE ISTRUZIONI PRIMA DELL&#8217;USO</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/06/facebook-leggere-le-istruzioni-prima-delluso/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
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		<description><![CDATA[
Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.
IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO
Nel&#8217;esistenza umana da 0 a 1 anno è tutto pubblico.
Poi, attraverso il processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/n8igXw-BFs4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/n8igXw-BFs4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object></p>
<p>Quanti leggono le condizioni per l&#8217;uso prima di iscriversi ad un socialnetwork? No perché si trovano cose interessanti tipo che, in teoria, su Facebook possono iscriversi solo maggiori di anni 13. Spunti di riflessione per un approccio critico al socialnetworking.<span id="more-139"></span></p>
<p><strong>IDENTITA&#8217;: PUBBLICO E PRIVATO</strong></p>
<p><em><strong>Nel&#8217;esistenza umana da 0 a 1 anno è tutto pubblico.<br />
Poi, attraverso il processo di separazione e individuazione si comincia a creare una dimensionde privata.<br />
E&#8217; dipendente chi non riesce a sviluppare processi sani di individuazioni: si è dipendenti dalla cioccolata alla cocaina, dal sesso a internet.</strong></em></p>
<p>Pubblicare la propria faccia on line, i propri pensieri, il proprio album delle foto, le proprie impressioni sul mondo, sul datore di lavoro, il preside, l’ex-fidanzata e quant’altro vuol dire rendere letteralmente pubbliche delle parti di sé o del proprio mondo relazionale.<br />
Esiste una dimensione privata e pubblica dell’esistenza, una linea che nella vita e nelle relazioni o negli ambienti di tutti i giorni si tiene ben presente. E’ la linea al di qua della quale vi sono i pensieri nascosti o indicibili, il pudore, l’intimità…e aldilà della quale esiste tutto ciò che ci sembra opportuno rendere noto, condividere, urlare o sussurrare, mostrare.</p>
<p>Un bimbo dalla primissima infanzia in poi rende tutto pubblico: fame, sete, bisogno di contatto fisico. E lo fa come può e come sa. Questo perché il suo mondo è fuso e con-fuso con quello materno. E’ con la crescita e l’individuazione che si fa spazio la costruzione di un “mondo interno” proprio e separato da quello della madre. E’ in questo mondo interno che si sviluppa un pensiero proprio, un’intelligenza emotiva…Qui nasce il privato che solo in alcune situazioni, con alcune persone o contesti si rendere in parte o totalmente pubblico.<br />
Certo è che tanto nella prima infanzia, tanto nelle età successive l’atto di condividere il proprio mondo interno con gesti, sguardi, parole e tutto il “multimedia” di cui fatto un essere umano è una delle esperienze più incredibili e importanti.</p>
<p><strong>Il tasto condividi</strong><br />
Il socialnetworking è un media e un canale integrativo non sostitutivo di altre forme relazionali</p>
<p>Schiacciare il  tasto “condividi “ su Facebook è un atto semplice, immediato apparentemente: condividi un link, un barzelletta, un post. Una bella possibilità quindi anche da un punto di vista relazionale. Basta avere consapevolezza. Per i più giovani, gli smanettoni, o quelli nati già digitali è importante quindi aprire spazi formativi.<br />
Rispetto ai nuovi media credo che le possibilità di condivisione e connettività aprano orizzonti anche di senso. Si tratta comunque di scenari “integrativi” e non sostitutivi delle relazioni reali.<br />
Mi fa sempre sorridere l’obiezione del “partito reazionario” che rispetto al web sostiene romanticamente di preferire “relazioni reali” fatte di carne. Ovvio.<br />
E’ come dire al telefono “Amore mi manchi tanto e vorrei tu fossi qui…”  e poi prendersela con il telefono o il gestore perché allontana le relazioni fisiche. La tecnologie offrono strumenti, media-tori appunto.<br />
E il web nella sua evoluzione è senza dubbio il media che offre le maggiori possibilità di partecipazione, di interazione e protagonismo.<br />
E i rischi? Al prossimo post.</p>
]]></content:encoded>
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