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	<title>Esserincomunicazione &#187; crisi economica</title>
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	<description>comunicazione, cultura, società</description>
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		<title>INVESTIRE NELL&#8217;INNOVAZIONE: IL TUFFO DEI PINGUINI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Gibilaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[er procacciarsi il cibo, i pinguini si tuffano da un promontorio di ghiaccio che permette loro di vedere se c&#8217;è nei paraggi qualche pericoloso predatore, tra cui la temutissima foca leopardo.

Anche se non avvistano nemici, prima di tuffarsi esitano a lungo: qualcuno finge di tuffarsi e si arresta sull&#8217;orlo del baratro, altri spingono giù quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1037" class="wp-caption aligncenter" style="width: 426px"><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/HappyFeet.jpg" alt="Pinguino felice" title="HappyFeet" width="416" height="300" class="size-full wp-image-1037" /><p class="wp-caption-text">Pinguino felice</p></div>Per procacciarsi il cibo, i pinguini si tuffano da un promontorio di ghiaccio che permette loro di vedere se c&#8217;è nei paraggi qualche pericoloso predatore, tra cui la temutissima foca leopardo.</p>
<p><span id="more-1036"></span><br />
Anche se non avvistano nemici, prima di tuffarsi esitano a lungo: qualcuno finge di tuffarsi e si arresta sull&#8217;orlo del baratro, altri spingono giù quelli più vicino al bordo per vedere se, una volta in acqua, saranno attaccati.<br />
Chi parte prima, per scelta o per necessità, ha campo libero per procurarsi il suo cibo, ma si assume qualche rischio più degli altri.<br />
Quando sono saltati in acqua i primi, i pinguini si tuffano tutti in gruppo.</p>
<p>Si respira un&#8217;aria così, oggi, in molte aziende: un investimento in innovazione di prodotto può essere una scommessa vincente? E la pubblicità? Ha senso invesire in comunicazione? In questo momento miei concorrenti come si stanno muovendo? Investono o aspettano? Questi, o di questo tenore, i dubbi che attraversano i Consigli di Amministrazione di tante PMI.<br />
Come i pinguini sulla banchisa, ad aspettare il primo che si prende il rischio di ripartire, di investire, di sperimentare una cosa nuova, di innovare.<br />
Chi salta per primo?</p>
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		<title>Gratis, niente, zero: un nuovo modello economico?</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/10/gratis-niente-zero-un-nuovo-modello-economico/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Gibilaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[chris anderson]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[In rete è nata una nuova economia, fondata su un prezzo rivoluzionario: niente, zero, gratis.
Come è possibile? Quali sono i modelli economici sottesi a questa rivoluzione? Come si possono fare soldi con il gratis? Chi ci rimette? E, soprattutto, chi ci guadagna?
Dopo «La coda lunga», Chris Anderson, già corrispondente dell’«Economist» dalla Cina e ora direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_996" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/10/gratis_blog1.jpg" alt="Chris Anderson: Gratis" title="gratis_blog" width="400" height="412" class="size-full wp-image-996" /><p class="wp-caption-text">Chris Anderson: Gratis</p></div><br />
In rete è nata una nuova economia, fondata su un <strong>prezzo rivoluzionario: niente, zero, gratis</strong>.<br />
Come è possibile? Quali sono i modelli economici sottesi a questa rivoluzione? Come si possono fare soldi con il gratis? Chi ci rimette? E, soprattutto, chi ci guadagna?<br />
Dopo «La coda lunga», Chris Anderson, già corrispondente dell’«Economist» dalla Cina e ora direttore della rivista «Wired» ritorna a parlare di <strong>modelli economici applicati alla rete</strong>.<br />
<span id="more-992"></span><br />
Se in <strong>«La coda lunga»</strong> l&#8217;oggetto della sua analisi era il fatto che, grazie a Internet, prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di vendita possano collettivamente occupare una quota di mercato equivalente o superiore a quella dei pochi bestseller o blockbuster, con “Gratis” Anderson descrive un nuovo mondo di grandi libertà, dove i costi marginali di distribuzione sono talmente prossimi allo zero che <strong>sempre più spesso “conviene” arrotondare a zero il prezzo, e incassare altro genere di valuta: attenzione e reputazione</strong>.<br />
Anche perché, con un buon gruzzoletto di queste merci, rare e preziose, si potrà prima o poi, in un modo o nell&#8217;altro, passare alla cassa.<br />
E&#8217; il modello di <strong>Google</strong>, ma anche di <strong>Skype </strong>(regala telefonate da pc a pc, vendi telefonate da pc a telefono), di <strong>eBay</strong> (regala contenuti ai clienti, fai pagare le aziende per accedervi) e di tantissime altre dotcom di successo.<br />
Ma anche settori in profonda crisi, come l&#8217;industria discografica, possono sperimentare casi di successo, grazie al gratis e alla rete: basta pensare ai <strong>Radiohead</strong>, che hanno messo online il loro ultimo album con una formula a “offerta libera” e hanno moltiplicato le vendite di biglietti dei concerti, merchandising e &#8220;deluxe edition&#8221;.<br />
E il mondo degli atomi, come lo chiama Anderson, quello della manifattura, dei beni fisici, come reagisce? <strong>Come può essere gratis l&#8217;argenteria?</strong> Come si fa a regalare libri di testo, e guadagnarci?<br />
Con abbondanza di esempi e una scrittura molto agile, il libro di Anderson indaga un fenomeno che ha cambiato le nostre abitudini di consumo: una lettura utile per chiunque si occupi di Internet, o di business. Che forse sono – sempre di più – la stessa cosa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>WEB: L&#8217;EXIT STRATEGY DALLA CRISI?</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/07/weblexit-strategy-della-crisi/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Visto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è chiusa la settimana del web a Roma, rassegna di appuntamenti di promozione della cultura internet.
Vi propongo due interviste. La prima a Michel Martone, giovane professore di Diritto del Lavoro qualche minuto prima dell&#8217;inizio dell&#8217;evento dedicato a Internet e Giovani, e ad alcuni dei suoi giovani assistenti. 

La rete rappresenta una possibilità proprio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_393" class="wp-caption aligncenter" style="width: 515px"><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/07/exit.jpg" alt="uscita dalla crisi" title="exit" width="505" height="305" class="size-full wp-image-393" /><p class="wp-caption-text">uscita dalla crisi</p></div>
<p>Si è chiusa la <a href="http://www.codiceinternet.it/">settimana del web a Roma</a>, rassegna di appuntamenti di promozione della cultura internet.<br />
Vi propongo due interviste. La prima a <strong>Michel Martone</strong>, giovane professore di Diritto del Lavoro qualche minuto prima dell&#8217;inizio dell&#8217;evento dedicato a Internet e Giovani, e ad alcuni dei suoi giovani assistenti. </p>
<p><span id="more-294"></span></p>
<p>La rete rappresenta una possibilità proprio per i più ai giovani alla ricerca del lavoro, sfruttando le dinamiche partecipative e di racconto del sè che l&#8217;ambiente digitale mette a disposizione, un trampolino e un moltiplicatore di idee, ma soprattutto un ambiente dove è possibile aggirare le dinamiche gerontocratiche.<br />
<strong>&#8220;Conquista&#8221;</strong> è comunque  la parola d&#8217;ordine per i più giovani: conquista di spazi e di opportunità che non vengono regalate da nessuno.  </p>
<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rTIlOTtsPKQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rTIlOTtsPKQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object></p>
<p>Il secondo contributo è di <strong>Mauro Lupi</strong>, presidente di AD Maiora, che propone dei casi di successo riguardanti un utilizzo intelligente della Rete da parte delle aziende. Ancora una volta <strong>il Web viene proposto come una soluzione per promuovere l&#8217;innovazione aziendale e una possibile &#8220;exit strategy&#8221; </strong>per superare questo periodo di crisi.<br />
Rimane il fatto che in Italia vi sia bisogno ancora di <strong>azioni preliminari per la prozione di una cultura web</strong> e delle conseguenti strategie di marketing per le quali è necessario guardare in modo strutturato alle potenzialità di internet senza relegarlo a un media accessorio cui destinare percentuali residue di budget. </p>
<p><object width="580" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4CzKVHPO5s0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/4CzKVHPO5s0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="360"></embed></object></p>
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		<title>C’E&#8217; GROSSA CRISI</title>
		<link>http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2009/06/ce-grossa-crisi/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 16:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.hagam.it/?p=108</guid>
		<description><![CDATA[img src=&#8221;http://blog.hagam.it/wp-content/uploads/2009/06/quelo.jpg&#8221; alt=&#8221;Quelo &#8211; Corrado Guzzanti&#8221; title=&#8221;quelo&#8221; width=&#8221;500&#8243; height=&#8221;400&#8243; class=&#8221;size-full wp-image-110&#8243; />
Qua non sappiamo più quanto stiamo andando, quando stiamo facendo
Così recitava Quelo, il guru fantoccio messo in scena dal geniale Corrado Guzzanti.
Ma qui non si tratta tanto di crisi esistenziali risolvibili da maghi televisivi, stiamo parlando di crisi economica che mette in ginocchio aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_110" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><p class="wp-caption-text">Quelo - Corrado Guzzanti</p></div><img src="http://blog.hagam.it/wp-content/uploads/2009/06/quelo.jpg" alt="Quelo - Corrado Guzzanti" title="quelo" width="500" height="400" class="size-full wp-image-110" /></p>
<blockquote><p><strong>Qua non sappiamo più quanto stiamo andando, quando stiamo facendo</strong></p></blockquote>
<p>Così recitava <strong>Quelo</strong>, il guru fantoccio messo in scena dal geniale Corrado Guzzanti.<br />
Ma qui non si tratta tanto di crisi esistenziali risolvibili da maghi televisivi, stiamo parlando di crisi economica che mette in ginocchio aziende e spaventa ogni lavoratore.<br />
E più che mai questa scenario ha decretato la crisi della pubblicità tradizionale, con perdite che arrivano <strong>fino a – 27% per la carta stampata</strong>.<br />
Non possiamo parlare ancora di un colpo mortale, molto dipenderà da come media, creativi e aziende <strong>sapranno interpretare questi fattori</strong>.<br />
Un dato certo è che <strong>l’unico media che resiste è internet,</strong> capace addirittura di crescere <strong>del +16% nell’aprile 2009 rispetto all’aprile 2008</strong>, un incremento che si deve <a href="http://www.fcponline.it/pagine/pagina.aspx?ID=Dati_Interne030&amp;L=IT">in gran parte alla pubblicità sul  search</a> (+21% da inizio anno).<br />
<span id="more-108"></span><br />
I fattori di controtendenza sono diversi, ma dal mio punto di vista i principali sono riconducibili al fatto che la pubblicità on-line:</p>
<p><strong>Costa Meno</strong><br />
A parità di investimento, con la pubblicità online è possibile raggiungere un numero più vasto di lettori. E&#8217; sufficiente individuare la più importante rivista cartacea di settore e chiedere il costo di una pagina pubblicitaria e la tiratura della rivista. Quasi sempre con la pubblicità online si possono raggiungere lo stesso numero di lettori dichiarato dalla rivista spendendo meno.</p>
<p><strong>E&#8217; misurabile</strong><br />
I parametri per misurare gli investimenti su carta stampata, radio o tv, sono rispettivamente la tiratura, l&#8217;audience e il numero di telespettatori. Con la pubblicità online è possibile monitorare il numero preciso di visualizzazioni, il numero esatto di click, persino gli orari e i giorni in cui ci sono stati i migliori risultati, l&#8217;origine geografica dei contatti, gli spazi più efficaci&#8230;</p>
<p><strong>E&#8217; interattiva e flessibile</strong><br />
La pubblicità online consente di suggerire un&#8217;azione immediata e diretta al destinatario del messaggio. Ogni azione è misurabile, registrata, controllabile e verificabile. Una campagna pubblicitaria online inoltre è flessibile: è facile scegliere dove, come, quanto, quando e cambiare questi parametri in corso d&#8217;opera.</p>
<p>Non da ultimo il web ha maturato prima di altri media che il “<strong><em>consumatore si è fatto intelligente</em></strong>”, e non va più trattato come target bersaglio della comunicazione, ma come persona da rispettare, come attore attento, critico, partecipe.<br />
Da qualche tempo in Hagam questa riflessione è aperta e non sono mancate occasioni per offrire ai clienti delle soluzioni web che hanno prodotto risultati interessanti, capaci di dare un pò di respiro in una congiuntura preoccupante e una prospettiva su “dove stiamo andando” e cosa stiamo facendo.</p>
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