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	<description>comunicazione, cultura, società</description>
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		<title>Istria, 1943</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 22:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[Scheda del libro, recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi desidero lasciare la recensione de I cento veli apparsa sul numero di dicembre di Studi Cattolici, a firma di Mauro Mantegazza, che ringrazio. Grazie anche a Alessandro Rivali, a Matteo Andolfo e alla redazione tutta di Edizioni Ares per la gradita sorpresa.  
Di seguito il testo:
Istria, 1943
Massimiliano Comparin, I cento veli, Nuova Editrice Magenta, Varese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2417" title="studi_609" src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/12/studi_609.jpg" alt="studi_609" width="88" height="121" />Oggi desidero lasciare la recensione de I cento veli apparsa sul numero di dicembre di Studi Cattolici, a firma di Mauro Mantegazza, che ringrazio. Grazie anche a Alessandro Rivali, a Matteo Andolfo e alla redazione tutta di Edizioni Ares per la gradita sorpresa.  </p>
<p>Di seguito il testo:</p>
<blockquote><p>Istria, 1943</p>
<p>Massimiliano Comparin, <em>I cento veli</em>, Nuova Editrice Magenta, Varese 2010, pp. 288, euro 14. </p>
<p>Alessandro, giovane e rampante yuppie milanese che convive da sei mesi con Gaia, una bella ragazza di origini triestine, della quale conosce ben poco, si ritrova coinvolto in una vicenda complicata e appassionante: un giorno Gaia sparisce, e Alessandro comincia a indagare di persona, scoprendo a poco a poco una storia personale e famigliare che si mischia con la grande storia della Venezia Giulia e dell’Istria dopo l’8 settembre 1943 e che, nel giro di una settimana, lo porterà a essere un uomo profondamente diverso. Il romanzo d’esordio di Massimiliano Comparin si fa apprezzare per la scrittura semplice ed efficace, la trama avvincente, le descrizioni dei luoghi e i temi trattati. Nei dialoghi con le<span id="more-2415"></span> varie persone che Alessandro incontra nelle sue indagini, si toccano argomenti quali il valore della storia e se sia davvero capace di essere maestra di vita («a volte non avere una storia è molto meglio che averla. Per alcuni è un fardello troppo grande da portare»), visto il ripetersi di atrocità e violenze, spesso giudicate in base alla parte, vincente o sconfitta, e alla nazionalità di chi le ha commesse; concetto che può essere labile, specie nelle zone di confine. Da qui nasce una riflessione sulla natura umana, che spesso concilia amore e odio, bontà e crudeltà, anche nelle persone che più ci sono vicine e che forse non conosciamo davvero: quali sono i sentimenti che le spingono ad agire? La risposta sembra essere che le molle più efficaci siano l’odio e il dolore. Inoltre, si riflette sul valore della giustizia umana (molto indicativi sono alcuni dialoghi tra Alessandro e il maresciallo Cantoni, incaricato delle indagini), dei rapporti tra le persone, compreso il tema della disabilità, grazie al ricercatore cieco di storia contemporanea. E in alcuni dialoghi si tocca anche il rapporto tra l’uomo e Dio, pur con la sfiducia nella preghiera espressa da Valentina, personaggio che assumerà un ruolo importante. Infine emerge la condanna delle ideologie, che subordinano il valore dell’essere umano a idee preconcette, che in Istria hanno causato in modo particolare grandi dolori.</p>
<p><em>Mauro Mantegazza</em></p></blockquote>
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		<title>I cento veli recensito su La Provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scheda del libro, recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>
		<category><![CDATA[baldini castoldi]]></category>
		<category><![CDATA[chiodetti]]></category>
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		<category><![CDATA[la provincia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, oggi desidero lasciare su queste pagine la recensione apparsa su la Provincia di Varese del 18 dicembre 2011, a firma di Mario Chiodetti. L&#8217;articolo è uscito in cultura, con grande risalto, a pagina intera. Ringrazio la redazione de La Provincia e in particolare il signor Chiodetti per le sue parole.
di seguito il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, oggi desidero lasciare su queste pagine la recensione apparsa su la Provincia di Varese del 18 dicembre 2011, a firma di Mario Chiodetti. L&#8217;articolo è uscito in cultura, con grande risalto, a pagina intera. Ringrazio la redazione de La Provincia e in particolare il signor Chiodetti per le sue parole.</p>
<p>di seguito il suo testo:</p>
<blockquote><p>Ci sono libri che per quasi alchimistici giochi di sguardi e parole arrivano alla vetta del successo popolare, altri che rimangono in disparte, nascosti magari da banali accidenti, come un titolo poco graffiante, una copertina pallida o altri misteriosi accadimenti in grado di ritardarne il risplendere di luce propria.</p>
<p>Uno di questi è “I cento veli”, tra i più originali, documentati e ben scritti romanzi che ci sia capitato di leggere da parecchio tempo a questa parte, creatura nata da una lunga gestazione e per questo solidissima e vitale, ma con l’umbratile ritrosia della genialità e per questo discosta dai fumiganti mercati editoriali e dai “banchi d’ingresso” delle grandi librerie.<span id="more-2412"></span></p>
<p>Edito un anno fa da Nuova Magenta in duemila copie più cinquecento destinate al “bookcrossing”, fa del suo autore, Massimiliano Comparin, responsabile commerciale del gruppo editoriale Caltagirone, un ottimo scrittore con enormi margini di crescita, perché questo è il suo primo libro pubblicato. Ora Baldini &amp; Castoldi ne farà una nuova edizione, in libreria il prossimo 30 gennaio, a pochi giorni dal 10 febbraio, “Giorno del ricordo” della tragedia delle foibe.</p>
<p>“I cento veli” è innanzitutto un trattato di storia in forma di racconto, basato su una ricerca capillare delle fonti, un lavoro durato due anni, perché Comparin scrive con metodo e cognizione di causa, quando è certo di non aver tralasciato ogni minimo indizio, ogni più piccola testimonianza.</p>
<p>Il suo è un giallo anomalo, in cui la trama ficcante e adrenalinica serve come impalcatura alla rappresentazione di un dramma epocale, quello delle foibe, degli esuli istriani, gente fuori carreggiata, né rossi né neri, perseguitati e persecutori, costretti a cambiare patria quattro volte in meno di un secolo.</p>
<p>Massimiliano è nato a Varese nel 1973 da padre friulano e mamma per metà vicentina, non era mai stato a Trieste prima né ha avuto antenati istriani o coinvolti nei fatti narrati, ma ha capito che serviva l’umiltà del cronista e la precisione dello storico per districarsi in un ginepraio di date, fatti e personaggi, per cercare una verità a lungo tenuta nascosta o affiorata a mezze parole.</p>
<p>«I fatti con il tempo, erano reinterpretati, il pregio della letteratura è invece di cristallizzarli. Solo così è possibile superare la politica. Il conflitto tra serbi e croati nasce da lontano, arriva almeno da settant’anni addietro, ma pochi hanno la pazienza dello scavo, dell’ascoltare dal vivo i racconti di chi ha fatto la storia», spiega Comparin, che fa spola tra Milano, Roma e Buguggiate, dove vive.</p>
<p>Così l’autore ha soggiornato a lungo a Trieste, assorbendone il passato, la grande letteratura di Svevo, Joyce, Saba, ha letto una quarantina di libri sulle vicende di quelle terre di confine, conosciuto famiglie di croati di lingua italiana, affinché il suo racconto partisse dagli umili, da chi ha subito gli eventi come una bandiera esposta alla bora.</p>
<p>«La chiave del libro è una persona reale, Mario Viscovi, che compare con il proprio nome. Ho vissuto con lui ad Albona, mi ha aperto un mondo. Il mio non è un romanzo generazionale, qui il lettore vuol sapere come va a finire e così si informa su fatti di cui si parla poco. E’ una narrazione legata a comportamenti sociali mutuati da quelli psicologici, un giallo atipico, con un io narrante che agisce esattamente come farei io, e informa il lettore mano a mano che l’intreccio si dipana».</p>
<p>Lettore accanito e onnivoro – potesse scegliere tra scrittura e lettura scarterebbe la prima – Massimiliano Comparin dopo il liceo scientifico si è laureato in Scienze politiche con indirizzo sociologico e ha completato la preparazione alla Westminster university di Londra.</p>
<p>«Mi occorre una forte motivazione per scrivere e lo faccio solo se ho una storia vera da raccontare. Quello che ho scritto è il libro che avrei voluto leggere, forse per questo la storia di Gaia, la ragazza protagonista, che scompare d’improvviso dalla casa che condivide con il fidanzato Alessandro, è così coinvolgente».</p>
<p>Tanto da avere tempi quasi cinematografici, specialmente nella prima parte, quando il dramma germina dal nulla, interessando luoghi e fatti oscuri e lontani.</p>
<p>Ma non vi raccontiamo di più, questo è un invito alla lettura, a scoprire una storia e uno scrittore di cui sentiremo parlare ancora a lungo.</p>
<p> Mario Chiodetti, La Provincia</p></blockquote>
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		<title>Il Consorzio della Pallacanestro Varese è on-line.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con il nuovo sito varesenelcuore.it il perché il Consorzio Varese nel Cuore vive anche sul web.
E’ un concetto ormai acquisito che internet non è una rete di computer, ma una rete di persone che cercano, si informano, si incontrano, producono informazioni: per ogni azienda che voglia stare sul mercato è fondamentale sintonizzarsi con il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/10/vnc-300x222.png" alt="vnc" title="vnc" width="300" height="222" class="alignleft size-medium wp-image-2385" /><br />
<strong>Con il nuovo sito varesenelcuore.it il perché il Consorzio Varese nel Cuore vive anche sul web.</strong></p>
<p>E’ un concetto ormai acquisito che <strong>internet non è una rete di computer, ma una rete di persone</strong> che cercano, si informano, si incontrano, producono informazioni: per ogni azienda che voglia stare sul mercato è fondamentale sintonizzarsi con il proprio potenziale pubblico on-line e ripensare alla propria presenza web come dimensione più ampia del semplice sito internet.<span id="more-2384"></span></p>
<p>Questi concetti basilari hanno ispirato lo studio del<a href="http://www.varesenelcuore.it/"> nuovo sito varesenelcuore.it </a>e soprattutto del progetto di comunicazione sotteso.<br />
Il Consorzio Varese nel Cuore muove infatti da una passione sportiva per la Pallacanestro Varese, ma evolve immediatamente verso la creazione di un <strong>network di aziende e professionisti del territorio che possano creare sinergie progettuali e di business</strong> e internet rappresenta un potenziale ulteriore per facilitare e rafforzare una rete di relazione a più livelli:<br />
- relazione tra il Consorzio e il Consorziato;<br />
- relazione tra Consorziato e Consorziato;<br />
- relazione tra il Consorzio e il tessuto socio-economico locale.</p>
<p>Le scelte tecnologiche e il design del nuovo sito <a href="http://www.varesenelcuore.it/">varesenelcuore.it</a> muovono quindi verso questi obiettivi e sono orientate a questi principi:<br />
- usabilità e intuitività nella navigazione del sito;<br />
- facile reperibilità dei contenuti sui principali motori di ricerca;<br />
- apertura ai principali Social Network;<br />
- visibilità delle persone che danno vita all’impresa attraverso tutte le forme di contatto (tel, e-mail, profili sui social)<br />
- area news aziendale gestibili direttamente dall’ Aziende per comunicazioni dedicate agli altri <a href="http://www.varesenelcuore.it/consorziati/">consorziati</a> (eventi, promo speciali, iniziative di responsabilità sociale)</p>
<p>Lo studio e la progettazione della presenza web di Varese nel cuore ha visto <strong>Hagam esserincomunicazione</strong>, recentemente entrata nel Consorzio, affiancarsi al <a href="http://www.varesenelcuore.it/team/">team di Varese nel Cuore</a> per il lancio di un progetto di comunicazione che riproponga il consorzio come una realtà viva e propositiva, fatta di persone, di professionisti e di progetti.</p>
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		<title>Nella testa di Steve Jobs</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 18:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hendrick</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visto]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[“Jobs è un fanatico del controllo, oltre che un perfezionista, un fautore dell’elitismo e un negriero nei confronti dei dipendenti. C’è addirittura chi sostiene che sia un caso al limite della pazzia, una personalità instabile capace di licenziare la gente in ascensore, manipolare i soci e prendersi il merito dei successi altrui”.
Steve Jobs è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_644" class="wp-caption aligncenter" style="width: 468px"><img src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/08/steve-jobs.jpg" alt="Steve Jobs (by Albert Watson)" title="steve-jobs" width="458" height="335" class="size-full wp-image-644" /><p class="wp-caption-text">Steve Jobs (by Albert Watson)</p></div>
<p>“Jobs è un <strong>fanatico del controllo</strong>, oltre che un <strong>perfezionista</strong>, un fautore dell’elitismo e un <strong>negriero nei confronti dei dipendenti</strong>. C’è addirittura chi sostiene che sia un caso al limite della pazzia, una personalità instabile capace di licenziare la gente in ascensore, manipolare i soci e prendersi il merito dei successi altrui”.</p>
<p><span id="more-635"></span>Steve Jobs è un genio. Non sembrerebbe stando a quanto appena letto, ma quello che è riuscito a fare è innegabile. Ha ripreso le redini di un’azienda (la Apple, ormai defunta) da cui era stato estromesso e in dieci anni ha triplicato il fatturato, raddoppiato la fetta di mercato del Mac e aumentato del 1300% la capitalizzazione di Borsa dell&#8217;azienda. Apple è ormai tra i leader al mondo nella realizzazione di strumenti per la comunicazione. Come ha fatto? Lo potete scoprire in un bellissimo libro: “<strong>Nella testa di Steve Jobs</strong>”, di Leander Kahney.<br />
E’ una lettura affascinante, soprattutto ci apre una strada nella definizione tra <strong>creatività</strong> e <strong>organizzazione</strong>, cose che spesso vengono percepite come antagoniste. Per Jobs non è così, la componente geniale va al passo con un grandissimo senso di organizzazione, di gestione degli affari e di visione aziendale.</p>
<p>Quando Jobs fece ritorno a Cupertino nel 1997, entrò in sala riunioni di fronte a tutta la dirigenza. Indossava pantaloncini e maglietta. Sembrava un barbone. Si sedette su una sedia e incominciò a girare… quello che accadde nei mesi a seguire fu un cambiamento radicale. Jobs sostituì gran parte del personale chiave, eliminò decine di prodotti e li ridusse a poche unità. Ma spinse la ricerca del design sempre più avanti nel nome di un’unica parola: <strong>semplicità</strong>.</p>
<p>Ogni scelta di Jobs è meticolosamente studiata fino alla paranoia. Dalla luce di accensione di un led, all’incartamento separato del mouse.</p>
<p>“Per Steve Jobs <strong>le confezioni nelle quali sono venduti i prodotti sono importanti tanto quanto i prodotti stessi</strong>. Non si tratta solo di una questione di gusto ed eleganza. Per lui, l’estrazione di un oggetto dal suo contenitore costituisce una parte integrante dell’esperienza utente ed è studiata nei minimi dettagli”.</p>
<p>Jobs supervisiona qualsiasi cosa. Poco prima del lancio dell’iPod, era contrariato perché il “clic” che produceva lo spinotto degli auricolari al momento dell’inserimento non era di suo gradimento. Arrivò a far modificare una scheda madre interna al computer perché non gli piaceva esteticamente.</p>
<p>Al di là di ogni aneddoto, consiglio la lettura del libro per conoscere meglio una persona che, insieme ad altre, sta facendo la <strong>storia della comunicazione</strong>. Speriamo ancora per un bel po’.</p>
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		<title>Stay hungry. Stay foolish.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sangiorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Visionario, geniale, innovatore, per qualcuno abile venditore, per altri addirittura profeta.
Comunque lo si voglia definire è un uomo che ha lasciato un segno e ha modificato la nostra quotidianità.
La cifra di Steve Jobs non è riducibile ad un device più evoluto di altri, ed è ben rappresentata in questo storico discorso.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visionario, geniale, innovatore, per qualcuno abile venditore, per altri addirittura profeta.<br />
Comunque lo si voglia definire è un uomo che ha lasciato un segno e ha modificato la nostra quotidianità.<br />
La cifra di Steve Jobs non è riducibile ad un device più evoluto di altri, ed è ben rappresentata in questo storico discorso.<br />
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/oObxNDYyZPs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>I cento veli in Baldini Castoldi Dalai Editore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 10:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>
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		<category><![CDATA[dalai editore]]></category>
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		<description><![CDATA[
Oggi vi scrivo per una notizia per me molto importante. I cento veli verrà rilanciato dal prossimo gennaio da Baldini Castoldi Dalai Editore. Si tratta di una casa editrice importante che ha proposto in catalogo successi come Va’ dove ti porta il cuore, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, No Logo, e poi i romanzi di Faletti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2365" title="scheda i cento veli" src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/10/scheda-i-cento-veli1.bmp" alt="scheda i cento veli" width="609" height="555" /></p>
<p>Oggi vi scrivo per una notizia per me molto importante. I cento veli verrà rilanciato dal prossimo gennaio da<a href="http://bcdeditore.it/"> Baldini Castoldi Dalai Editore</a>. Si tratta di una casa editrice importante che ha proposto in catalogo successi come Va’ dove ti porta il cuore, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, No Logo, e poi i romanzi di Faletti, di Ligabue, l’ultimo Pennacchi e tanti, tanti altri.</p>
<p>Ringrazio il caro Dino Azzalin, editore della Nuova Editrice Magenta per aver creduto nel libro e per la sua amicizia. Ringrazio Loredana Sbrana che ha fatto davvero un pregevole lavoro come ufficio stampa. Ringrazio Vincenzo Di Maro per la meravigliosa scheda e per gli utili consigli.</p>
<p>Ringrazio tutti voi, di cuore, per aver seguito le sorti del libro, con la preghiera di continuare a sostenerlo. È stato scritto, è stato editato, è stato lanciato. Ora approda presso un importante editore nazionale. Ma il suo percorso dipende solo e unicamente da voi.</p>
<p>grazie a tutti voi per l&#8217;attenzione, in apertura mostro la nuova copertina e la scheda interna per i librai.</p>
<p>Massimiliano Comparin</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>i cento veli: il commento di licia cossetto</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 12:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[Scheda del libro, recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>
		<category><![CDATA[Comparin]]></category>
		<category><![CDATA[licia cossetto]]></category>
		<category><![CDATA[norma cossetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi desidero lasciare il commento in assoluto più prezioso e sofferto. Si tratta delle parole che Licia, sorella di Norma Cossetto, dedica a I cento veli.
Licia e Norma, e chi ha letto  ben sa, sono &#8220;dentro&#8221; il mio romanzo, in profondità nella trama e nella poetica del racconto. Mi sono permesso di entrare nel dolore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi desidero lasciare il commento in assoluto più prezioso e sofferto. Si tratta delle parole che Licia, sorella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_Cossetto">Norma Cossetto</a>, dedica a I cento veli.</p>
<p>Licia e Norma, e chi ha letto  ben sa, sono &#8220;dentro&#8221; il mio romanzo, in profondità nella trama e nella poetica del racconto. Mi sono permesso di entrare nel dolore della loro famiglia, che è il dolore di un popolo, perché, a modo mio, volevo raccontare la loro storia. </p>
<p>Ringrazio Licia, persona splendida, per aver letto il libro e per aver compreso che si può romanzare una storia pur restandole fedeli. E che la Cronaca e la Saggistica non sono i soli strumenti per tramandare il ricordo. <span id="more-2352"></span></p>
<blockquote><p>&#8220;Ho letto I cento veli con curiosità ma anche con un po&#8217; d&#8217;ansia. Ormai tutto ciò che ricorda Norma mi dà emozione e mi commuove. ho trovato interessante e avvincente la trama del romanzo che scorre fluido e molto piacevole, tanto che trascuravo altre cose pur di continuare a leggere. Ringrazio Massimiliano per il suo lavoro e le sue interpretazioni, ha saputo ricordare il martirio di mia sorella con discrezione e sincerità avendo riportato le mie dichiarazioni, unica testimone veritiera perchè vissuta in quel periodo, purtroppo con tanto dolore e infinite sofferenze. Spero che tanti, specialmente i giovani, possano leggere il libro, perchè ben pochi conoscono la nostra tragedia. Ben poche scuole e tanto meno gli insegnanti hanno mai parlato delle foibe. Solo con questo governo abbiamo potuto avere il &#8220;Giorno del Ricordo&#8221; e parlare dei nostri morti. Nessun libro di testo ne ha mai scritto una riga e per più di sessant&#8217;anni siamo stati dimenticati.&#8221;</p>
<p>Licia Cossetto ved. Tarantola</p></blockquote>
<p>Oggi 15 città in Italia hanno una via, una piazza oppure un parco dedicati alla memoria di Norma Cossetto. Circa quattrocento sono invece le piazze, le vie, i viali, i parchi, i giardini, le scalinate intitolati ai martiri delle foibe.</p>
<blockquote><p> </p></blockquote>
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		<title>i cento veli a marketing caffé</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 13:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>
		<category><![CDATA[Comparin]]></category>
		<category><![CDATA[coppotelli]]></category>
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Con grande piacere lascio qui, ora, un&#8217;intervista realizzata da Antonella Coppotelli di Marketing Caffé. Già altre volte ho scritto che un romanzo, se ha tra i suoi scopi quello di essere divulgato, non può non confrontarsi con le logiche inerenti la comunicazione (ne ho parlato qui). Del resto, anche scrivere è comunicare. Sembra un&#8217;ovvietà, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-2340" title="logoMarketingcaffe3testata" src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/09/logoMarketingcaffe3testata.jpg" alt="logoMarketingcaffe3testata" width="950" height="95" /></h2>
<p> </p>
<p>Con grande piacere lascio qui, ora, un&#8217;intervista realizzata da Antonella Coppotelli di Marketing Caffé. Già altre volte ho scritto che un romanzo, se ha tra i suoi scopi quello di essere divulgato, non può non confrontarsi con le logiche inerenti la comunicazione (ne ho parlato <a href="http://www.esserincomunicazione.it/index.php/2010/11/i-cento-veli-perche-su-esserincomunicazione/">qui</a>). Del resto, anche scrivere è comunicare. Sembra un&#8217;ovvietà, ma vi assicuro che molti non la pensano così. Lascio, ora, la parola a Antonella, che ringrazio di cuore.</p>
<p> </p>
<blockquote>
<h2>Intervista a Massimiliano Comparin, autore del libro I Cento Veli</h2>
<p>Anche il mondo dei libri si è dato all’unconventional, almeno nelle modalità distributive.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marketingcaffe.com/wp-content/uploads/2011/09/i-cento-veli-3073639.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi a<strong> <a href="http://www.marketingcaffe.com/intervista-a-massimiliano-comparin-autore-del-libro-i-cento-veli/">Marketing Caffè</a></strong><a href="http://www.marketingcaffe.com/intervista-a-massimiliano-comparin-autore-del-libro-i-cento-veli/"> </a>abbiamo il piacere di ospitare<strong> Massimiliano Comparin</strong>, autore del bellissimo e avvincente romanzo <strong>I Cento Veli</strong>. Oltre a essere un giallo storico estremamente appassionante ed emozionante, l’opera prima di Massimiliano, che ha ricevuto già numerosi riconoscimenti da parte di critica e pubblico, ci ha incuriosito perché per una parte della distribuzione ha adottato una modalità che qui in Italia sta prendendo sempre più piede: il<strong> book crossing</strong>, ribattezzato per l’occasione <strong>book sharing</strong>, lasciando il compito alle persone di essere i principali vettori nonché i critici più credibili. Lasciamo ora la parola al nostro graditissimo ospite.</p>
<ul>
<li>
<p style="text-align: justify;">Ciao, Massimilano. Parlaci un po’ di te.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ciao Antonella, questa sì che è una domanda aperta! In tutto quello che faccio cerco di parlare davvero poco di me. Nel blog del mio romanzo, I cento veli, su <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.esserincomunicazione.it/">www.esserincomunicazione.it</a></span></span>, non ho scritto una sola riga sull’autore del libro. Ti riporto ciò che abbiamo stampato in aletta di copertina del romanzo, a proposito dell’autore: Massimiliano Comparin è nato a Varese nel ’73. Vive e lavora tra Milano e Varese e questo è il suo romanzo d’esordio. Direi che è più che sufficiente.<span id="more-2321"></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I cento Veli è il tuo romanzo di esordio edito dalla casa editrice <strong>Nuova Editrice Magenta </strong>. Per la distribuzione avete scelto, però, una modalità decisamente non convenzionale: il <strong>book sharing</strong>. In Italia non ci sono esempi in questo senso e, dato il successo riscosso dal tuo manoscritto, avete, di certo, creato un precedente molto importante. Esiste il <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bookcrossing-italy.com/">book crossing</a></span></span>, un fenomeno decisamente in evoluzione, ma che vede impegnati i partecipanti nella liberalizzazione dei libri “allo scopo di poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di coloro che li ritrovano”. Cosa c’è stato alla base di una scelta così coraggiosa? E quali luoghi e modi avete individuato per dare inizio a questo viaggio così avventuroso?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Scrivere un libro, pubblicarlo e farlo morire in un magazzino perché la gente non sa che esiste. Come fare per cercare di evitarlo? Questa a mio parere è una domanda importante. Non riguarda il guadagno economico, la volontà di vendere a tutti i costi (il romanzo è scaricabile gratis integralmente nel blog). Riguarda un altro concetto: questo libro esiste, ognuno è libero di scegliere se leggerlo oppure no e, per chi lo leggerà, di stabilire a proprio insindacabile giudizio se ne è valsa la pena. Compito mio e dell’editore è di mettere il maggior numero di persone possibile davanti a questa scelta. Abbiamo quindi stampato 500 copie in edizione limitata de I Cento Veli, che abbiamo distribuito gratuitamente. Queste copie sono state destinate a un’attività detta, un po’ impropriamente, booksharing, che potrebbe inquadrarsi nel filone <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BookCrossing">bookcrossing</a> (<a href="http://www.bookcrossing.com/">www.bookcrossing.com</a>), liberalibri, libri in libertà ecc…, seppur con delle differenze sostanziali. Queste 500 copie, assolutamente identiche a quelle in vendita, hanno come sola differenza la quarta di copertina che riporta, al posto delle recensioni, il seguente testo:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Caro lettore, questa copia è per te. Non è in vendita, è in tiratura limitata di 500 esemplari ed è un dono che noi, autore e casa editrice, desideriamo farti. In cambio ti chiediamo due cose: La prima, leggila. La seconda, donala a tua volta. Non rinchiuderla in una libreria, non gettarla, condividila con altri. Questa copia sarà viva fintanto che passerà, di mano in mano, attraverso molte mani, poiché un romanzo non è di chi lo ha scritto, ma di chi lo legge.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La prima vera distribuzione (150 copie) è stata effettuata nel foyer del teatro di Varese <span id="more-2022"> </span>in tre date, all’apertura degli spettacoli programmati. Ho consegnato personalmente ogni copia nelle mani di lettori, l’ho firmata nella prima pagina bianca e ho chiesto a ogni lettore di firmarla egli stesso e di farla poi firmare alla persona alla quale desiderava a sua volta donarla. Ogni copia, quindi, riporta un suo registro unico e autentico (ne ho riviste ultimamente alcune, riportavano una ventina di firme nelle prime due pagine bianche). La traccia delle mani attraverso cui è passata, la traccia del suo viaggio. Per me è stato un po’ come gettare tanti manoscritti, chiusi dentro bottiglie, in mare aperto. A questa prima distribuzione all’interno del teatro (che abbiamo scelto come location poiché, credo, il target dei “consumatori” di spettacoli teatrali si sposa molto bene coi lettori di romanzi. L’efficacia di questo tipo di distribuzione è legata infatti, oltre ovviamente alla qualità del romanzo, sicuramente anche alla minor dispersione possibile delle copie) sono state aggiunte successive distribuzioni a Milano, Roma e Trieste.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Qual è stato il punto di forza che ha decretato il successo de “I Cento Veli”?</li>
</ul>
<p>Mah, Antonella… questa domanda te la rigirerei. Oltre a essere una donna di marketing, hai letto il romanzo e saresti sicuramente più credibile di me nel rispondere . Il romanzo sta andando bene in termini di riscontri qualitativi (il libro ha vinto un premio internazionale, ha ricevuto ottime recensioni e bellissimi commenti dei lettori). L’attività di book sharing, infatti, comprendeva anche un’analisi del feedback, per quanto possibile. Nella quarta di copertina, sotto il testo che ho riportato, abbiamo stampato anche il mio indirizzo email e il dominio del blog. Ho ricevuto moltissime mail di lettori che, una volta terminato il romanzo, hanno deciso di scrivermi per trasmettermi le loro emozioni. È stata un’esperienza bellissima, emotivamente davvero coinvolgente. Ti racconto un aneddoto: qualche mese fa ricevo la mail di un lettore giunto in possesso di una copia di booksharing: la persona in questione è stata testimone, in gioventù di alcuni degli eventi tragici da me raccontati. Si tratta di una lettera bellissima, che ho riportato integralmente nel blog. La persona in questione si chiama Abdon <strong>Pamich</strong> ed è stato medaglia d’oro alle olimpiadi di Tokyo e portabandiera per l’Italia alle olimpiadi di Monaco, uno dei più medagliati atleti italiani, una vera istituzione. Per me è stata un’emozione fortissima. E sai perché? Non tanto o non solo per aver ricevuto una bellissima lettera da un monumento dello sport italiano, ma poiché questa persona, in calce, scrisse: “con stima, <strong>Abdon Pamich</strong>”. In quelle parole ho letto l’umiltà, che solo i veri grandi hanno, di uscire dal ruolo e, senza far pesare la propria condizione, di mettersi in gioco riconoscendo ad altri un valore. Quella lettera è stata una grande lezione di vita e non so oggi se altri atleti, anche meno importanti di lui, saprebbero fare altrettanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere questa lunga risposta, vorrei aggiungere ancora soltanto una cosa, ma molto importante. Attività di divulgazione come quella studiata per questo romanzo credo debbano essere portate avanti solo se si è realmente convinti della qualità dell’opera, altrimenti si trasformano in un boomerang tremendo (se ho fatto qualcosa di buono e lo dico a tutti, tutti sapranno che sono bravo. Se ho fatto qualcosa di pessimo e lo dico a tutti, tutti sapranno che sono un incapace). Da questo punto di vista, la regola capitale del lancio di un libro è la stessa che vige per qualsiasi altro prodotto: prima di tutto, la qualità.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Idealmente (almeno per me!) uno scrittore è colui che sa tradurre emozioni e stati d’animo di cui non si trovano “le parole per dirlo” e diventa, quindi, un punto di riferimento per l’anima. Qual è stato il tuo?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Capisco quello che intendi dire. In alcuni romanzi, mentre leggiamo vicende d’altri, troviamo dentro, raccontati noi stessi, le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre gioie e paure e quasi ci viene da chiederci: ma l’autore sta parlando di me con me? La mia risposta è sì. Direi proprio di sì. Un buon romanzo è lo specchio dell’anima di chi lo legge, non solo di chi l’ha scritto. Tra i commenti che ho ricevuto non ne ho trovati due simili. Ognuno nel libro trovava cose diverse. In realtà, non leggeva. Si leggeva.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>A oggi I Cento Veli è in ristampa. Il travolgente passaparola del book sharing dove l’ha fatto approdare e dove possiamo rintracciarlo?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il libro, come ti accennavo, credo stia andando bene. Ti do una notizia in anteprima: in autunno (credo ottobre) verrà rilanciato da <strong>Baldini Castoldi Dalai Editore</strong>. Per me è una grandissima gioia e un onore. Si tratta della casa editrice di successi (Va’ dove ti porta il cuore della Tamaro, Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Brizzi, No Logo di Naomi Klein, Fuori e dentro il borgo di Ligabue, Io uccido di Faletti e tanti, tanti altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi ci sono ancora copie in circolazione edite dalla <strong>Nuova Editrice Magenta </strong>(tra l’altro, bellissima edizione). Chi desiderasse, potrebbe ancora acquistarlo in questa tiratura limitata.</p>
</blockquote>
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		<title>30 consigli di letteratura</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 12:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
		<category><![CDATA[i cento veli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;estate di letture! i 60 libri di letteratura &#38; saggistica consigliati da Studi Cattolici per l&#8217;agosto 2011
Pur se con davvero molto ritardo, desidero segnalare questa classifica redatta da Studi cattolici, a cura delle Edizioni Ares di Cesare Cavalleri. Il mio romanzo, I cento veli, appare tra i 30 consigli di letteratura, al numero 13. Come potrete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-2334" title="book-prize" src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/09/book-prize.jpg" alt="book-prize" width="255" height="334" />Un&#8217;estate di letture! i 60 libri di letteratura &amp; saggistica consigliati da Studi Cattolici per l&#8217;agosto 2011</h2>
<p style="text-align: left;">Pur se con davvero molto ritardo, desidero segnalare questa classifica redatta da <a href="http://www.ares.mi.it/index.php?pagina=evento&amp;id=292">Studi cattolici</a>, a cura delle <a href="http://www.ares.mi.it/index.php?pagina=ares">Edizioni Ares</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Cavalleri">Cesare Cavalleri</a>. Il mio romanzo, I cento veli, appare tra i 30 consigli di letteratura, al numero 13. Come potrete notare, siamo davvero in ottima compagnia. Questa classifica, è giusto e doveroso segnalarlo, è assolutamente di natura qualitativa (e soggettiva, come tutto ciò che concerne la qualità) e non tiene per nulla conto del successo di un&#8217;opera oppure delle copie vendute.</p>
<p style="text-align: left;">Ringrazio, ovviamente e di cuore, per la fiducia accordata e per il giudizio espresso.</p>
<p style="text-align: left;">Di seguito, quindi, riporto la lista completa, sia per le 30 opere di narrativa che per le 30 di saggistica. </p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-2323"></span> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>30 consigli di Letteratura</strong></p>
<table style="text-align: center;" border="0" cellspacing="2" cellpadding="2" width="99%">
<tbody>
<tr>
<td>1. <strong>Ennio Flaiano</strong>, <em>Lo spettatore addormentato</em>, Adelphi, Milano 2010, pp. 276, e 15.<br />
Nuova raccolta di recensioni teatrali in cui il teatro è un pretesto per parlar d’altro, con l’inimitabile verve di Flaiano. Un grazie alla devotissima curatrice Anna Longoni.</p>
<p>2. <strong>Serena Vitale</strong>, <em>A Mosca, a Mosca!</em>, Mondadori, Milano 2010, pp. 240, e 19.<br />
L’universo sovietico descritto in queste pagine aderenti a una realtà stralunata, tragica, odiosa e farsesca è talmente vero da sembrare surreale. Lettura divertente e ammonitrice, memoria da non archiviare.</p>
<p><strong>3. Lucia Bellaspiga</strong>,<em> E se poi venisse davvero? Natale in casa Buzzati</em>, Ancora, Milano 2010, pp. 96, e 7,50.<br />
Natale è passato da tempo, ma Buzzati è per tutte le stagioni, anche nei frammenti raccolti in questo libretto con disegni e autografi d’autore. Da collezione. </p>
<p>4. <strong>Francesco Napoli</strong>, <em>Poesia presente</em>, Raffaelli Editore, Rimini 2011, pp. 248, e 18.<br />
Ritratti critici e ampia scelta antologica della poesia italiana dal 1975 al 2010. Un bilancio sorprendentemente positivo. </p>
<p>5. <strong>Maria Pia Quintavalla</strong>, <em>China</em>, Effigie Edizioni, Milano 2010, pp. 120, e 14.<br />
Un romanzo in versi dedicato alla madre, donna eterna, dialogo e simbiosi di Demetra e Persefone.</p>
<p><strong>6. Antonia Arslan</strong>, <em>Ishtar 2. Cronache del mio risveglio</em>, Rizzoli, Milano 2010, pp. 112, e 12,50. La notte del 12 aprile 2009 la scrittrice Antonia Arslan cadde improvvisamente in coma. Questo insolito racconto, tra delirio e sogno, è la cronistoria  di quel buio e del lento ritorno alla luce. Pagine delicate su un tema delicato.  </p>
<p><strong>7. William Wordsworth</strong>, <em>Il preludio</em>, Mondadori, Milano 2010, pp. 540, e 9,50.<br />
Chi non conosce questo capolavoro del romanticismo inglese accolga questa proposta negli Oscar Mondadori, con la splendida traduzione di Massimo Bacigalupo (che non teme il testo a fronte) e con uno scritto di Virginia Woolf. </p>
<p><strong>8. Marisa Volpi</strong>, <em>Le ore, i giorni</em>, Medusa, Milano 2010, pp. 296, e 21,50.<br />
Diari 1978-2007 di una narratrice e critica d’arte fra le maggiori, che dipinge sulla pagina, dà parola alle immagini e nella musica cerca l’intraducibilità. </p>
<p><strong>9. Milo De Angelis</strong>, <em>Quell’andarsene nel buio dei cortili</em>, Mondadori, Milano 2011, pp. 88, e 14.<br />
Nel suo quinto «Specchio» il poeta milanese conferma la sua autorevolezza appartata e vigile. «L’infinito appare nel poco». </p>
<p><strong>10. Stefan Zweig</strong>, <em>Storia di una caduta</em>, Adelphi, Milano 2010, pp. 132, e 10.<br />
La caduta è quella di Madame de Prie, in disgrazia presso Luigi XV nel 1726. Il protagonista dell’altro racconto è un cane tirannico, prevedibilmente geloso. Non è il miglior Zweig, ma è pur sempre Zweig.</p>
<p><strong>11. Ferruccio Mazzariol</strong>, <em>La aquile bianche dell’Imperatore</em>, Santi Quaranta, Treviso 2011, pp. 160, e 12.<br />
Epicedio per bagliori e slanci dell’impero asburgico. Silhouettes di personaggi, affioramenti di atmosfere, impreziositi da un’acribica scrittura. Senza e con nostalgia. </p>
<p><strong>12. Luca Di Tolve</strong>, <em>Ero gay</em>, Piemme, Milano 2011,  pp. 252, e 15.<br />
Prefazione di mons. Giovanni d’Ercole. Il Luca era gay della canzone di Povia (Sanremo 2009) esiste davvero, e racconta in questo libro il suo percorso da Mister Gay 1990 al felice matrimonio con Teresa nel 2008. I consigli psicologici di Joseph Nicolosi e un toccante itinerario di conversione offrono una meditazione antropologica sul senso della vita.</p>
<p><strong>13. Massimiliano Comparin</strong>, <em>I cento veli</em>, Nuova Editrice Magenta, Varese 2010, pp. 288, e 14.<br />
Tra Milano, Trieste e l’Istria, la ricerca di una donna si intreccia con la storia di una famiglia e delle Foibe. Un’opera prima molto promettente. </p>
<p><strong>14. Nicola Vacca</strong>, <em>Serena felicità nell’istante</em>, Edizioni il Foglio, Roma 2010, pp. 100, e 6. Relativamente facile la poesia per l’amata assente, ma ci vuole un poeta come Nicola Vacca per cantare l’amata presente. Poesie d’amore e di fedeltà, «nel gioco pericoloso della vita».</p>
<p><strong>15. Alver Metalli</strong>, <em>La vecchia ferrovia inglese</em>, Gallucci, Roma 2011, pp. 120, e 10.<br />
Dall’America Latina, la storia del piccolo José alle prese con un coccodrillo e non solo. Romanzo opportunamente consigliato ai ragazzi dai 13 ai 99 anni.</p>
<p><strong>16. Aldo Spranzi</strong>, <em>Alla scoperta dei «Promessi sposi»</em>, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 864, e 26.<br />
Il testo integrale del romanzo manzoniano con un commento che azzera centocinquant’anni di critica sdraiata. Si consiglia di discutere solo a (sconcertante) lettura ultimata.</p>
<p><strong>17. Dino Buzzati,</strong> <em>I fuorilegge della montagna</em>, Mondadori, Milano 2010, 2 voll. pp. 664, e 19. Negli Oscar, le cronache montane del grande Buzzati, lievitate in letteratura. A cura di Lorenzo Viganò, buzzatologo principe. </p>
<p><strong>18. José Miguel Ibáñez Langlois</strong>, <em>Il libro della Passione</em>, Edizioni Ares,  Milano 2011, pp. 208, e 20.<br />
Quarta edizione di un capolavoro assoluto, con nuovo CD con la voce recitante del traduttore, Cesare Cavalleri, e le musiche originali al pianoforte di Gianmario Liuni, con le percussioni di Elio Marchesini.  Una sfida e un dono. </p>
<p><strong>19. Seamus Heaney</strong>, <em>Catena umana</em>, Mondadori, Milano 2011, pp. 180, e 16.<br />
Il premio Nobel 1995 inaugura la nuova serie dello «Specchio». Alta poesia, con inatteso omaggio finale a Pascoli. Traduzioni di Luca Guerneri. </p>
<p><strong>20. Curzia Ferrari</strong>, <em>Lucertola</em>, Nino Aragno Editore, Torino 2011, pp. 180, e 13.<br />
In forma di diario le poesie di un’autrice che non esita a domandarsi perché continuare a scrivere poesie. «La profonda inutilità del bello», direbbe l’Ibáñez Langlois.</p>
<p><strong>21. John Henry Newman</strong>, <em><span style="text-decoration: underline;">Poeta</span></em>, Jaca Book, Milano 2010, pp. 160, e 18.<br />
Il Beato card. Newman va preso sul serio anche come poeta e come studioso di poesia. Questo libro, a cura di Luca Obertello, offre il newmaniano Saggio sulla poesia e un’accurata selezione antologica. </p>
<p><strong>22. Alessandro D’Avenia</strong>, <em>Bianca come il latte, rossa come il sangue</em>, Mondadori, Milano 2010, pp. 256, e 13.<br />
L’edizione economica ha fatto nuovamente impennare le vendite di questo romanzo di iniziazione adolescenziale che ha commosso non solo le ragazzine. Qualcuno non l’ha ancora letto? </p>
<p><strong>23. Pasquale Maffeo</strong>, <em>Il nano di Satana</em>, Edizioni Studio 12, Roma 2011, pp. 96, e 12.<br />
Brillante racconto sulle origini della camorra, addirittura con Napoleone di mezzo. Non sociologia, ma letteratura di stile e di pensiero. </p>
<p><strong>24. Giuseppe Bianchetti</strong>, <em>Un favore particolare</em>, O.G.E, Milano 2011, pp. 192, e 15.<br />
Largamente autobiografico, romanzo di un professore «anomalo» alle prese con lo sfascio dell’università italiana. Un pizzico di «giallo» fa lievitare la narrazione. </p>
<p><strong>25. Vittorio Sereni</strong>, <em>Occasioni di lettura</em>, Nino Aragno Editore, Torino 2011, pp. 224, e 20.<br />
Le schede di lettura di un poeta che fu anche alto funzionario editoriale sono un backstage della temperie letteraria 1948-1958. A tratti anche esilarante. A cura di Francesca D’Alessandro.</p>
<p><strong>26. Susanna Tamaro</strong>, <em>Per sempre</em>, Giunti Editore, Firenze 2011, pp. 224, e 18.<br />
Uno scavo nei sentimenti, senza paura del dolore. E, laggiù in fondo, una luce mai spenta. Da leggere e da far leggere. Applausi. </p>
<p><strong>27. Giovanni Terzi</strong>, Vorrei assomigliare a mio padre, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 200, e 20. Conversando con Luciano Garibaldi, un figlio (architetto e uomo politico) traccia un profilo toccante del proprio padre, il giornalista e scrittore Antonio Terzi. Pudore e affetto del trapasso generazionale. Prefazione di Ferruccio de Bortoli. </p>
<p><strong>28. Alberto Savinio</strong>, <em>Tutta la vita</em>, Adelphi, Milano 2011, pp. 244, e 12.<br />
Tredici racconti stralunati del «surrealista» (virgolette d’obbligo) più bravo di suo fratello Giorgio De Chirico. Quando la letteratura era letteratura. </p>
<p><strong>29. Giuseppe Bonura</strong>, <em>Morte di un senatore</em>, Medusa, Milano 2011, pp. 176, e 16.<br />
Riproposta del (forse) miglior romanzo del compianto Giuseppe Bonura (1933-2008), con un saggio del non meno compianto Walter Tobagi (1947-1980).</p>
<p><strong>30. Antonio Pennacchi</strong>, <em>Canale Mussolini</em>, Mondadori, Milano 2010, pp. 460, e 18.<br />
Come un Tolstoj «de noantri», Pennacchi recupera l’avventura dimenticata della bonifica pontina, in una storia corale «dal basso». Non è Eugenio Corti, comunque un premio Strega azzeccato.</p>
<p><strong>30 consigli di Saggistica</strong></p>
<p> </p>
<p><strong>1. Giacomo Samek Lodovici</strong>, <em>L’emozione del bene</em>, Vita &amp; Pensiero, Milano 2010, pp. 322, e 24.<br />
Innovativa riproposta dell’etica delle virtù in alternativa alle morali deontologiche o consequenzialiste. Una svolta verso il futuro della libertà.</p>
<p><strong>2. Gianfranco Bettetini &#8211; Armando Fumagalli</strong>, <em>Quel che resta dei media</em>, Franco Angeli, Milano 2010, pp. 416, e 34,50.<br />
Nuova edizione, ampliatissima, di un testo fondativo dell’etica della comunicazione. Per capire, senza demonizzare, l’universo dei media.</p>
<p><strong>3. Josef Pieper</strong>, <em>«Otium» e culto</em>, Cantagalli, Siena 2010, pp. 88, e 12.<br />
Breve e prezioso saggio assente dal 1956 nelle librerie italiane. Quotidianità, festa e liturgia in sintesi esistenziale. Bellissimo.</p>
<p><strong>4. Mauro Piacenza</strong>, <em>Il sigillo di Cristo fonte dell’identità del prete</em>, Cantagalli, Siena 2010, pp. 160, e 13,50.<br />
Il neocardinale, prefetto della Congregazione per il Clero, traccia un profilo dottrinale, pastorale e ascetico del sacerdote di domani, cioè di sempre. La Congregazione è in ottime mani.</p>
<p><strong>5. Aldo Maria Valli</strong>, <em>Scritti cattolici</em>, Edizioni Messaggero, Padova 2010, pp. 304, e 15.<br />
Appunti di «un cronista cristiano», ben noto ai lettori di Studi cattolici, su temi dottrinali, incontri, personaggi, vita ecclesiale.</p>
<p> <strong>6. Maria Ajroldi</strong>, <em>Dimensione casa</em>, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 200, e 12.<br />
Con prefazione di Pierpaolo Donati, un’affascinante esposizione esperienziale di cura e cultura della vita domestica. E le poesie che aprono ogni capitolo non sono un pretesto.</p>
<p><strong>7. Gianfranco Ravasi</strong>, <em>Che cos’è l’uomo?</em>, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, pp. 154, e 16.<br />
Il cardinale biblista esplora i sentimenti e i legami umani raccontati dalla Bibbia. Il cuore del cuore.</p>
<p><strong>8. Emanuela Belloni &#8211; Alberto Savorana</strong>, <em>Il cuore desidera cose grandi</em>, Rizzoli Bur, Milano 2010, pp. 360, e 11,50.<br />
I principali interventi di personalità italiane e straniere al Meeting di Rimini 2010. Dai cardinali Scola e Erdö a Marchionne, Frattini, Gotti Tedeschi, De Bortoli, sul tema del desiderare cose grandi.</p>
<p><strong>9. Adalberto Hamman</strong>, <em>Preghiere dei primi cristiani</em>, Cantagalli, Siena 2010, pp. 420, e 20.<br />
Un grande patrologo (1910-2000) dischiude insospettati orizzonti di preghiera in una vasta antologia di testi introvabili. Alla sorgente dell’immortalità.</p>
<p><strong>10. Bernard N. Nathanson</strong>, <em>Aborting America</em>, Edizioni Amici per la vita, Milano 2010, pp. 432, e 24.<br />
Il celebre medico abortista racconta la sua conversione in strenuo difensore della vita. Di straziante attualità. <a href="http://www.amicivita.it/">www.amicivita.it</a>.</p>
<p><strong>11. Angela Pellicciari</strong>, <em>L’altro Risorgimento</em>, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 288, e 18.<br />
L’autrice di Risorgimento da riscrivere, documentata e agguerrita, offre nuovi elementi per riconoscere il «peccato originale» con cui è nata l’Italia. Prefazione di mons. Luigi Negri.</p>
<p><strong>12. Massimo Viglione</strong>, <em>1861. Le due Italie</em>, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 424, e 20.<br />
Un nuovo contributo per celebrare fuor di retorica  il 150° dell’Unità d’Italia. Una riflessione per dare senso a concetti come identità nazionale, unificazione, guerra civile.</p>
<p><strong>13. M. Fugazza &#8211; K. Rörig (cur.)</strong>, <em>«La prima donna d’Italia»</em>, Franco Angeli, Milano 2011, pp. 256, e 30.<br />
La vita avventurosa della principessa Cristina di Belgiojoso, eroina delle 5 Giornate di Milano e protagonista della Repubblica romana, esplorata da una decina di studiosi. Affascinante e istruttiva.</p>
<p><strong>14 Massimo Introvigne</strong>, <em>Tu sei Pietro</em>, Sugarco Edizioni, Milano 2011, pp. 320, e 18,50.<br />
Rilettura esperta e coinvolgente dei testi del magistero di Benedetto XVI contro la dittatura del relativismo. Introvigne non manca mai il bersaglio.</p>
<p><strong>15. Eugenio Fizzotti</strong>, <em>Ha senso soffrire</em>, Edizioni Cvs, Roma 2011, pp. 120, e 10.<br />
Agile biografia di Viktor E. Frankl e accurata presentazione della logoterapia, da parte del più competente divulgatore frankliano. Prefazione del card. Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga.</p>
<p><strong>16. Joseph Ratzinger &#8211; Benedetto XVI</strong>, <em>Gesù di Nazaret</em>, Lev, Città del Vaticano 2011, pp. 380, e 20.<br />
Lettura obbligatoria.</p>
<p><strong>17. Servais Pinckaers</strong>, <em>La via della felicità</em>, Edizioni Ares, Milano 2011, pp. 376, e 20.<br />
La morale delle beatitudini, nell’attesa nuova edizione di un capolavoro  che guida alla riscoperta del Discorso della Montagna. Innovativo.</p>
<p><strong>18. Andrea Tornielli</strong>, <em>La fragile concordia</em>, Bur, Milano 2011, pp. 224, e 9,80.<br />
Centocinquant’anni di storia dei rapporti tra lo Stato e i cattolici, in una sintesi avvincente e obiettiva. Un utile ripasso che sa di riscoperta.</p>
<p><strong>19. Stefano Bartezzaghi</strong>, <em>Non se ne può più</em>, Mondadori, Milano 2011, pp. 266, e 17.<br />
Divertente «libro dei tormentoni» che sbeffeggia il parlare per sentito dire. Frasi fatte, frasi matte, strafalcioni, doppi sensi, collezionati da un semiologo dell’enigma. Con istruzioni per l’abuso.</p>
<p><strong>20. Rino Cammilleri</strong>, <em>Come fu che divenni C.C.P (cattolico credente e praticante)</em>, Lindau, Torino 2011, pp. 196, e 16,50.<br />
Autobiografia di una conversione, ben scritta e ben raccontata da un apologista di gran classe. Utile per chi è in ricerca, consolante per chi non si accontenta di ciò che ha già trovato.</p>
<p><strong>21. Giampaolo Pansa</strong>, <em>Carta straccia</em>, Rizzoli, Milano 2011, pp. 432, e 19,90.<br />
Questo backstage del giornalismo italiano dovrebbe diventare testo obbligatorio nelle scuole di giornalismo. Per tutti, è una guida alla lettura dei giornali.</p>
<p><strong>22. Gianfranco Bettetini</strong>, <em>Non solo semiotica</em>, Franco Angeli, Milano 2011, pp. 240, e 29.<br />
Un bilancio di cinquant’anni di studi sulla comunicazione, con testimonianze di amici dell’autore quali Omar Calabrese, Marcello Cesa-Bianchi, Vincenzo Cesareo, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Folco Portinari, Cesare Segre, Ugo Volli&#8230;.  in mecluhaniana contaminazione di generi.</p>
<p><strong>23. Angelo Montonati</strong>, <em>Giulia Colbert di Barolo</em>, Paoline, Roma 2011, pp. 224, e 15.<br />
Squisita biografia della «Marchesa dei poveri», protagonista dell’Ottocento torinese, in fama di santità. Autenticità del genio femminile.</p>
<p><strong>24. Paolo Cherchi</strong>, <em>La rosa dei venti</em>, Carocci Editore, Roma 2011, pp. 212, e 17,70.<br />
Con il bel titolo suggerito da Annalisa Cima, una «mappa delle teorie letterarie» dal medioevo allo strutturalismo. Il meglio della cultura accademica non uggiosa.</p>
<p>25. <strong>Paola Quadrelli</strong>, <em>«Il partito è il nostro sole»</em>, Aracne Editrice, Roma 2011, pp. 248, e 15.<br />
I guasti psicologici delle istituzioni scolastiche  nella Repubblica Democratica Tedesca, in una ricerca documentatissima e allarmante. Per non fingere di non sapere.</p>
<p><strong>26. Andrea Riccardi</strong>, <em>Giovanni Paolo II</em>, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, pp. 578, e 24.<br />
La migliore biografia dell’amatissimo neo-Beato attualmente in circolazione. A quando le memorie di Joaquín Navarro-Valls?</p>
<p><strong>27. Bruno Mastroianni</strong>, <em>San Josemaría Escrivá</em>, Lindau, Milano 2011, pp. 178, e 22.<br />
Biografia per immagini del fondatore dell’Opus Dei. Un toccante documento storico.</p>
<p><strong>28. Chiara Bertoglio</strong>, <em>La speranza non fa rumore</em>, Paoline, Roma 2011, pp. 160, e 13.<br />
Con la sua sensibilità di concertista e di musicologa,  l’autrice racconta storie «speciali» di gente «normale», spesso in situazioni difficili. Un’iniezione di speranza.</p>
<p><strong>29. Lucio Lami</strong>, <em>Giorni di guerra</em>, Mursia, Milano 2011, pp. 306, e 19.<br />
Raccolta dei reportages di un grande giornalista dall’Iraq-Iran, dall’Ulster, dall’Afghanistan, dalla Cambogia, dal Libano e da altri punti roventi del globo, con una scrittura che potrebbe far figurare il libro anche dall’altro lato della pagina.</p>
<p><strong>30. Elisabetta Tumbiolo</strong>, <em>Il rospo che c’è in lui</em>, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, pp. 200, e 14.<br />
Divertente e saggio «manuale femminile di manutenzione della coppia», utilissimo a lei, a lui e anche alle suocere. Per non parlar dei suoceri.</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>La fine dell&#8217;opera</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 12:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Comparin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po]]></category>
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 Oggi, dopo alcuni mesi d&#8217;assenza da queste pagine, mi preme segnalare l&#8217;uscita per LietoColle della seconda pubblicazione del caro amico Vincenzo Di Maro, La Fine dell&#8217;Opera &#8211; Frammenti per un coro. Siamo nel campo della poesia contemporanea, terreno per me davvero molto accidentato, come Vincenzo ben sa. Lascio, di seguito, il commento di Mario Santagostini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><img class="alignleft size-full wp-image-2325" title="di_maro" src="http://www.esserincomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/09/di_maro.jpg" alt="di_maro" width="165" height="233" /></h1>
<div> Oggi, dopo alcuni mesi d&#8217;assenza da queste pagine, mi preme segnalare l&#8217;uscita per LietoColle della seconda pubblicazione del caro amico Vincenzo Di Maro, La Fine dell&#8217;Opera &#8211; Frammenti per un coro. Siamo nel campo della poesia contemporanea, terreno per me davvero molto accidentato, come Vincenzo ben sa. Lascio, di seguito, il commento di Mario Santagostini, poeta, saggista e pubblicista. </div>
<blockquote>
<div>La raccolta è contrassegnata da un progetto poematico forte. Una traccia sot­terranea, un percorso carsico che viene alla luce e si nasconde per riap­parire, eventualmente, molte pagine più avanti.</div>
<p style="text-align: justify;">Paradossale, il progetto: con il pretesto della visione d’un teatro di­smesso, fatiscente e mai riattato costruire una sorta di pièce, o un coro a voci multiple.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Maro reinventa la scena rimettendo insieme e riciclando i fram­menti di quella che potrebbe essere stata l’ultima rappresentazione av­venuta in quel teatro. Fu una <em>Madame Butterfly</em>, sembra. Così, la pièce è l’eco di se stessa. E lo sfondo è l’eco di quanto ha detto l’ultimo pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel coro passano e si danno il cambio varie figure attanziali, si dice­va. Che parlano una lingua curiosa, inquietante, inqualificabile. Perché si esprimono accostando, mischiando e rimestando registri e lessici e dizionari.</p>
<p style="text-align: justify;">Lingua artificiale per eccellenza.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"> Ed ora, i brani:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2319"></span></p>
<div>
<p>UN CITTADINO</p></div>
<p>Decidessi di non svegliarmi più</p>
<p>in questa gran città certe mattine,</p>
<p>neanche aprirei gli occhi per alzarmi.</p>
<p>Ma capita mi scordi</p>
<p>come si fa di un sogno</p>
<p>la ragione tradita</p>
<p>di altre città possibili, di tutte.</p>
<p>In questa vita il solco in mezzo al letto</p>
<p>basta e avanza a difendere il confine.</p>
<p> </p>
<p> DOCUMENTA, 1</p>
<p> Non il fuoco ma l’acqua,</p>
<p>l’acqua giungeva in sogno</p>
<p>con la molle quiete dell’attinia,</p>
<p>covando il più urticante dei tranelli,</p>
<p>un cullante, più subdolo pericolo.</p>
<p>Conoscevamo il fuoco, bagliore e ustione</p>
<p>asservite ai millenni, vampa iliadica,</p>
<p>l’acume d’Archimede, il fuoco greco.</p>
<p>Immeschinimmo nella guerra agli altri.</p>
<p>Ora l’acqua ci attinge,</p>
<p>prosciuga ognuno nella lacrimazione</p>
<p>che guida ai colombari della sonnolenza.</p>
<p>E una luminescenza sommersa si ridesta,</p>
<p>un vicino battesimo del mondo</p>
<p>segna un confine abissale,</p>
<p>invalicabile.</p>
<p> </p>
<p>TESTIMONIUM</p>
<p> L’ultima intervista qualche decennio prima</p>
<p>la continuò da sola, un vaneggìo:</p>
<p>in alternanza strofe malcantate</p>
<p>dai finestroni aperti inverno primavera</p>
<p>colonna sonora nell’estate, prelogiche</p>
<p>perenni fino a sera. Chi se ne era occupato</p>
<p>mai venuto più fuori: giornalismo locale, un dilettante</p>
<p>non identificato. Ma dopo il tradimento</p>
<p>(o l’olocausto, quello che si voglia)</p>
<p>fu perduta persino la speranza. E il silenzio pesante</p>
<p>l’incertezza, quell’intero minuto</p>
<p>sulla soglia. Poi la porta sbattuta, l’insistente</p>
<p>doglia della vacanza.</p>
<p> </p>
<p> UN CITTADINO</p>
<p> Forse il nostro benessere comprende</p>
<p>a un’ignota frequenza della carne</p>
<p>anche l’ultradolore l’ultragioia</p>
<p>anche l’ultrasilenzio. Non la città cresce.</p>
<p>L’umano si avviluppa sul confine,</p>
<p>implode nel suo limite. Medita il confine</p>
<p>su gestazioni inverse, inverse nascite.</p>
<p>A volte resto zitto davanti al molto</p>
<p>di persone e di ruoli. Altre ascolto</p>
<p>o parlo come ancora</p>
<p>esistessero uomini.</p>
<p> </p>
<p> DOCUMENTA, 3</p>
<p> Figure sacre, femminili, in cera</p>
<p>a scuola coi bambini, tra edicole</p>
<p>nascoste nei quartieri, poste nei caseggiati,</p>
<p>dietro vetri e tendine. Tra estasi ed oblio</p>
<p>nell’atto di cantare, su un cavallo.</p>
<p>Lustrini, zoccolo alzato,</p>
<p>l’equestre statuetta ricordava il soprano</p>
<p>o era il soprano a somigliarle molto:</p>
<p>cosa che al tempo decretò l’ascolto,</p>
<p>il successo, o anche solo il sesso</p>
<p>di Dio. (Che si struggeva,</p>
<p>piano,</p>
<p>fin giù al moccolo,</p>
<p>rinviando la fine).</p>
<p> </p>
<p> UN CITTADINO</p>
<p> La distrazione allevava i suoi maestri.</p>
<p>Dimenticando, come sembrava ovvio.</p>
<p>Fine e inizio del mondo toglievano appetito,</p>
<p>ogni boccone in piazza, un cinema di muri.</p>
<p> </p>
<p>Sospetto e offesa furono salutari,</p>
<p>esilaravano misura e discrezione.</p>
<p>Spero di valicare un po’ di questa polvere,</p>
<p>disse uno: allora cominciò prima sottile,</p>
<p> </p>
<p>poi violenta la pioggia.</p>
<p>Senza allegria noi scrutavamo il cielo</p>
<p>perché l’acqua non figlia mai da sola,</p>
<p>dei sommersi è feconda la terra.</p>
<p> </p>
<p> UNA SCRITTA SUL MURO</p>
<p> Città nuova perenne nell’errore dei padri</p>
<p>e nel torto dei figli, degli idolatri del tutto in due parole</p>
<p>per tacere del resto, che non serve</p>
<p>non conviene e quindi non esiste, la proscrizione</p>
<p>delle vostre liste mai scritte, senza prova</p>
<p>ma da tenere a mente, di continuo aggiornate,</p>
<p>la tortuosa demenza di corridoi e di voci, i feroci</p>
<p>dissensi dalla vita, le malefatte</p>
<p>di cui vi vantate. Del resto amate</p>
<p>le scienze esatte.</p>
<p>E dunque niente.</p>
<p>  </p>
<p>SOPRANO</p>
<p> Stai per fluttuare appena</p>
<p>il vento ti entra in testa</p>
<p>bisbiglio intenta nelle notti</p>
<p>chiare: sta tutto dentro una fortuna</p>
<p>avara, semmai ne eccede peso</p>
<p>e sfonda l’ombra.</p>
<p>Ricostruisce assedi si dipana</p>
<p>si dissipa quasi orfana</p>
<p>di un fumo, tra sfaceli di tetti</p>
<p>e le campagne. Sento le cagne</p>
<p>il sale dietro ai denti, l’erosione</p>
<p>degli anni che mi sopravvivranno.</p>
<p> </p>
<p>IN LIMINE</p>
<p> L’inganno è arte in seno all’ingannato</p>
<p>l’esca-embrione del mondo, le sue squame.</p>
<p>Non chiamate più l’albero,</p>
<p>il colore nella cesta, la pietà:</p>
<p>visitate ora il tempio</p>
<p>dove a un fumo di ceri</p>
<p>annerisce la fronte un dio barocco.</p>
<p>Lo specchio mormorò, circoscrisse un paesaggio:</p>
<p>fu un’illusione ustoria.</p>
<p>La carne, la sua gloria e consunzione</p>
<p>spierà un gesto perfetto, senza memoria,</p>
<p>un più esatto discendere alla terra.</p>
<p>  </p>
<p>POST SCRIPTUM</p>
<p> L’impreciso, il vago nel linguaggio</p>
<p>è già speranza di un linguaggio nuovo:</p>
<p>carne futura vestirà arto e progetto,</p>
<p>indistinguibili il mondo e la presa.</p>
<p>Forse un giorno farai questo sogno:</p>
<p>tutte le arti che avete conosciuto,</p>
<p>annuncerà un cantante dalla scena,</p>
<p>sono soltanto un desolante equivoco.</p>
<p>Seguiranno tumulti, rimostranze. Il soprano</p>
<p>deriso dal suo pubblico, ringrazierà lo stesso.</p>
<p>Intanto dalla rupe soprastante si staccheranno massi,</p>
<p>schiacceranno maestranze, spettatori, quinte.</p>
<p>Sarà il canto un richiamo, un fare.</p>
<p>Allora, sveglio muoverai le mani,</p>
<p>membra credute per troppo pietra.</p>
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