Archivio

Archivio per la categoria ‘Postille, backstage, contenuti extra’

Perché la storia, perché questa storia

15 dicembre 2010

massimiliano comparinLe figlie di un mio caro amico istriano, Debora e Aurora, hanno una storia molto particolare, credo unica al mondo o quasi. La riassumo in due righe. Pur risiedendo la loro famiglia da generazioni sempre nello stesso luogo, hanno avuto: un trisnonno che ha combattuto per l’impero austro-ungarico, un bisnonno che ha combattuto per l’Italia, un nonno che ha combattuto per la Jugoslavia, un padre che ha combattuto per la Croazia. Per ora. Quel posto, l’Istria, Prosegui la lettura…

Facebook Digg OK Notizie Friend Feed Technorati Twitter Delicious

sesta postilla a I Cento Veli: si deve per forza s-velare tutto?

10 novembre 2010

velo di MayaUn romanzo giallo deve proprio raccontare tutto?

Il giallo tradizionale prevede di ipotizzare teorie e subito collocare i fatti al loro interno, per poi accertare che ogni cosa torni, che si crei un meccanismo perfetto, nel quale ogni tassello debba, per forza, essere inserito al posto giusto.

In questo modo, mentre proviamo a incasellare tutte le tessere, rendiamo vero il verosimile, interpretando e giustificando la realtà. O meglio, come direbbe Cantoni, uno dei protagonisti del mio romanzo, costruiamo, come tutti, un’ideologia sopra la realtà. Prosegui la lettura…

Facebook Digg OK Notizie Friend Feed Technorati Twitter Delicious

Quinta postilla a I Cento Veli: di cosa parla questo libro?

10 novembre 2010

punto interrogativoEccola una domanda alla quale non mi è facile rispondere. Sono le domande aperte, larghe e che richiedono risposte brevi, immediate, quelle che mettono in crisi. Le più difficili e sconcertanti solitamente le fanno i bambini agli adulti: “Mamma, perché la gente muore?” “Papà, perché nascono i bambini?” “Nonno, perché si invecchia?” “Nonna, perché la mamma guarda sempre Il Grande Fratello?”. La risposta più Prosegui la lettura…

Facebook Digg OK Notizie Friend Feed Technorati Twitter Delicious

Quarta postilla a I Cento Veli: Nomen omen

10 novembre 2010

il libro dei nomi

Quello che sto per scrivere ora entra un poco nei contenuti del plot del romanzo. Ho chiamato questi interventi postille (post-ille) proprio perché sono rivolti a chi, avendo letto il romanzo, è interessato ad approfondire alcuni temi che (spero) l’abbiano incuriosito.

Ci vuole fortuna, dicevamo. Se manca, difficilmente si riuscirà a creare qualcosa di buono. Faccio un esempio: quando decisi il nome di laboratorio per la fidanzata scomparsa (personaggio ancora in via di costruzione, ma con alcuni macro caratteri in parte già definiti), scelsi subito Gaia Paoletti. Gaia perché faceva da giusta nemesi al suo carattere malinconico, introverso e intimista. Potevo anche sceglie Ilaria, oppure Allegra (tutti e tre i nomi significano la stessa cosa), ma Gaia suonava molto simile a Maya, nome tanto caro a Schopenhauer, citato in più parti nel romanzo.

Prosegui la lettura…

Facebook Digg OK Notizie Friend Feed Technorati Twitter Delicious

Terza postilla a I Cento Veli: la storia, la Storia

10 novembre 2010

joyceBatto sulla tastiera le prime parole e, per magia, comincia a arredarsi un mondo. Un ragazzo, benestante e apparentemente appagato dalla vita e dalla professione che svolge, sale in macchina e torna a casa, dopo una giornata di lavoro in ufficio. Si perde nei suoi pensieri di yuppie metropolitano (abita a Milano, e dove, se no?) dai quali traspare una sottile vena malinconica (l’età anagrafica lo sostiene in questo. È “nel mezzo del cammin di nostra vita”, qualche riflessione dovrebbe pur farsela…). Torna a casa e la sua ragazza, Gaia, non c’è. Eccolo il mistero. Lì, alla seconda pagina. Voglio che dalla seconda pagina si abbia chiaro dove si vuole andare a parare (anche se io ancora bene non so…) e voglio che chi legge mi segua fino in fondo, dovunque questa storia ci condurrà. Prosegui la lettura…

Facebook Digg OK Notizie Friend Feed Technorati Twitter Delicious