Il fallo di Totti dà il via al guerrilla.. marketing
Il giorno dopo la finale di Coppa Italia, il brutto fallo di Totti a Balotelli, che gli è valso l’espulsione è sulla bocca di tutti, interisti e non, calciofili e non.
E qui in Hagam una domanda incombe.. e se fosse il lancio di una campagna virale da parte della nota compagnia telefonica di cui Totti è testimonial?
In effetti, per far scatenare un virale solitamente si punta sulla tenerezza, la violenza o il sesso.
Per quanto riguarda la tenerezza, Totti ha fatto già parlare della sua esultanza dopo il gol con ciuccio in bocca, a ricordare la sua famiglia. Il gesto ha fatto parlare ma non ha scatenato un vero e proprio virale.
La compagnia per cui Totti è testimonial gli ha lasciato completa libertà di scelta su quale tema affrontare per lanciare una campagna virale, probabilmente legata agli smartphone.
Tra sesso e violenza, il campione romanista ha scelto la seconda via e non c’è che dire, ha da subito scatenato un passaparola non solo virtuale.
Insomma un successone, forse anche più della grafica simpatica ideata da Oliviero Toscani per la vittoria dell’Inter.
Ed ora che succede? La seconda mossa è giustificare l’accaduto, con affermazioni come:
“Balotelli mi aveva rubato lo smartphone”, piuttosto che “Tojietemi tutto ma non er mio smartphone” o anche “Dai ‘n carcio ar tu’ vecchio telefonino e comprate lo smartphone”.
Ma cos’è una campagna di marketing non convenzionale?
Un video virale è un’azione che rientra nel marketing non convenzionale, cioè non tradizionale.
Questa nuova frontiera del marketing offre la possibilità di raggiungere i destinatari del messaggio in modo più diretto, divertente, alternativo. Le persone non percepiscono una campagna di marketing non convenzionale come vera e propria pubblicità, anche perchè spesso il brand è nascosto o svelato dopo diversi step.
Le due attività di marketing non convenzionale più diffuse sono i video virali e il guerrilla marketing.
I primi sono dei video, girati in modo più o meno professionale, che per tematiche, argomento, scene, storia, comunicazione, coinvolgono il pubblico a tal punto che gli utenti sono spinti a commentare e condividere con i propri amici quanto visto.
Come si anticipava nella prima parte dell’articolo, tematiche come il sesso, la tenerezza, gli animali o la violenza sono le più gettonate, cioè più condivise e diffuse.
Il guerrilla marketing è qualcosa di più coinvolgente, che riguarda direttamente i destinatari nel loro contesto sociale abituale.
Come s’intuisce dal nome, si tratta di una vera e propria guerrilla, un’azione di “lotta”, di disordine, che per la sua straordinarietà attira l’attenzione delle persone che vogliono capire cosa succede.
Oggi più che mai in una situazione di questo tipo i presenti sono portati a documentare cosa sta accadendo, filmando o facendo foto col cellulare oppure chiamando gli amici per raccontare cosa sta succedendo.
Se si nota, queste due azioni di marketing non convenzionale hanno in comune una cosa: la loro diffusione veloce, virale, come se fossero un virus. Video virali e momenti di guerrilla marketing sono condivisi, proprio per il loro carattere, perchè sono “cose” nuove, diverse, non convenzionali.
Il passaparola è alla base della buona riuscita di un’azione di questo tipo. Grazie al semplice accesso al web oggi non si parla più solo di passaparola a voce (word of mouth), ma si parla anche di “word of mouse”, ovvero passaparola on line. Social network, videosharing, blog e microblog sono strumenti utilissimi che fanno vivere il marketing virale.
Il successo del marketing non convenzionale sta innanzitutto nella sua carica emotiva, positiva o negativa, che spinge le persone a parlare fisicamente o virtualmente di quello che è accaduto.
Ma il successo è anche dato dal fatto che le persone condividono volentieri quello che le ha fatte sorprendere, divertire o emozionare, ma anche scandalizzare, sconvolgere o imbarazzare.
Un viral o un guerrilla riescono a raggiungere più facilmente i destinatari perchè non sono classificati come pubblicità e, almeno per ora, vengono apprezzati per la loro straordinarietà e il brand ha un ruolo secondario e la sua forza è latente, non immediata.
Qualche esempio?
“Aiuta Giovanni a baciare Gaia”. Viral video commissionato da Perugina e ideato da Armando Testa. La campagna è stata premiata per la creatività al Festival di Cannes.
Belforte “C’entro dentro”: guerrilla marketing proposto da Hagam per il centro commerciale Belforte.


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