Il film di Mauro Colombo e Daniele Di Luca vola a New York

Un'inquadratura di Last Sun 1
Last Sun 1, l’ultimo film di Mauro Colombo e Daniele Di Luca, è finalista al Video Art & Experimental Film Festival di New York, manifestazione che nasce con l’obiettivo di gettare nuova luce sulla definizione di videoarte, presentando video di artisti contemporanei da tutto il mondo.
Girato nei boschi di Casciago, il film si avvale della collaborazione di Fabio Fagnani alla fotografia ed è interpretato da Alberto Maroni e Maurizio Di Luca. Per la post-produzione è stato prezioso il supporto di Hagam.
“Last Sun è un progetto”, raccontano Mauro Colombo e Daniele Di Luca. “che si articola in sette video”. Al centro, la visione di una società immaginaria: “Abbiamo costruito un mondo in cui lo specchio diventa elemento intermediario fra la suprema entità naturale, la luce e la vita; con questo strumento uomini e donne lavorano, si cercano e ricercano, eseguono rituali, si interrogano”. Una visione utopica che ha conquistato i selezionatori di New York, dove il prossimo 22 maggio al Tribeca Cinemas verrà presentato Last Sun 1, il primo video della serie.
Il film si muove sul confine tra videoarte e narrazione, mostrando un uomo al centro della scena che ritmicamente salta il raggio di luce riflesso dagli specchi impugnati da altre due persone che eseguono un movimento rotatorio, simile al nostro gioco del saltare la corda. Raccontano Mauro Colombo e Daniele Di Luca: “Last sun è testimone del culmine evolutivo di una società arcaica, atlantidea, dove gli uomini e le donne ricercano un ideale di bellezza, di perfetta armonia fra natura e società”. Il lavoro termina al tramonto: sull’erba rimane lo strumento di lavoro, in attesa del prossimo sorgere del sole. “Sempre che il sole che si riflette sugli specchi non sia l’ultimo: ogni civiltà, proprio in quanto tale, rischia di essere vittima di misteriosi e naturali eventi storici. E anche questa civiltà, per quanto utopica, potrebbe essere sull’orlo del fallimento”.
Utopia o distopia? “Umanesimo futuribile: a sopravvivere sempre è l’uomo, con la sua arte di conoscersi”.
Quando si potrà vedere a Varese? “Stiamo preparando un’anteprima, che si terrà allo Spazio Mercantile. La data è ancora da stabilire”. Sorpresi di essere stati selezionati a New York? “Contenti, soprattutto: la vetrina newyorkese è sicuramente prestigiosa”.


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