Rai per una notte: quanto vale lo share in cardiochirurgia?
Il 25 marzo rimarrà una data storica per la comunicazione libera e il web in Italia. Il 13% di ascolti cita un ANSA . Ma non è così, con le percentuali di share, che va letto l’evento.
Perché nessun raffronto è possibile con il vecchio modo che abbiamo di registrare il successo o l’insuccesso di una trasmissione televisiva.
Sarebbe come confrontare il numero di persone che sono colpite “involontariamente” da un messaggio pubblicitario di un paio di scarpe, con il numero di persone che contribuiscono perché quel paio di scarpe vengano prodotte, con quanti vanno a cercarle in negozi improvvisati e messi in piedi per l’occasione, con quanti diventano protagonisti volontari perché di quel paio di scarpe si parli, si discuta e si dibatta.
Bisognerebbe riuscire con un algoritmo (sempre che Google non l’abbia già inventato) a sommare i 120.000 accessi unici del sito Raiperunanotte.it, le 325.000 connessioni su repubblica.it, il totale delle visualizzazioni su youtube, le ricerche sui motori, gli articoli su carta stampata e quelli dei blogger e chi più ne ha…
Mi sono divertito, ad esempio, a confrontare negli ultimi giorni i trends di ricerca su Google, per alcune parole chiave. Risultato?
L’evento è stato più cercato di Berlusconi, più di Obama e, tenetevi forte, più del sesso!
Clicca qui per guardare il grafico.
Va citata poi la ricerca della società Human Highway dove emerge che Rai per una notte ha avuto, tra web, tv, radio e altri mezzi un audience di 4 milioni di italiani, circa il 10% in più rispetto ad una normale trasmissione di Annozero.
Ma secondo me non funziona solo così, dando i numeri.
Sono costretto a violare un pezzo della mia privacy per spiegarmi meglio.
Il 25 sera, io non potevo guardare Rai per una notte. Non ero a casa, ma in ospedale per accompagnare una persona cara per controlli, diciamo di routine.
Gli ospedali alle 23 di sera sono un po’ deserti, alcuni infermieri di turno che bevono un caffé per prepararsi alla notte, qualche paziente insonne.
Bene, da un corridoio del reparto di cardiochirurgia riverbera la luce fredda e il suono di una tv. Mi avvicino alla sala d’attesa per consolare la mia stanca attesa e mi si presenta un’immagine: un uomo di 75 o 80 anni, in pigiama, vestaglia e ciabatte, seduto su una scomoda poltroncina, unico spettatore di Antenna 3, una delle emittenti che mandano in onda in chiaro tv la trasmissione di Santoro. Nella stanza buia non ci sono altre persone.
Solo il vecchio che accompagna con commenti rauchi, catarrossi e incazzati la trasmissione. Non capisco con chi ce l’abbia, se sia pro o contro.
Ma capisco che quel vecchio è l’icona esatta di un pubblico nuovo, non misurabile in percentuali, ma in quoziente di pensiero e partecipazione.
Quanto vale dunque lo share in cardichirurgia? Vale tanto, e ciò che vale tanto è impagabile con la misura del prezzo.
Tuttavia andrebbe pagato, per essere sostenuto. Ma quella dell’informazione a pagamento su internet è un’altra storia che racconteremo la prossima volta.


Sono interessanti anche queste slide sull’audience di Raiperunanotte sia per l’evento live che per la differita del 30 marzo.
http://www.slideshare.net/SitoH2/analisi-dellaudience-di-raiperunanotte?from=ss_embed
Guardatevi anche l’articolo di Serra su repubblica.it http://www.repubblica.it/politica/2010/03/27/news/serra_santoro-2932680/