INNOVATION, TRADITION, AND ITALIAN STYLE. NEED MORE ?
Vi propongo un felice commento di Marzio Bonferroni, AD di UniOne, alla campagna pubblicitaria di Anci, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani.
Marzio Bonferroni, con il quale Hagam condivide processi e progetti di comunicazione, viene non a caso definito “l’attentatore culturale” da chi nell’ambiente pubblicitario continua a preferire che le cose restino quelle di sempre.
Eppure, qualcuno se ne sarà accorto, la pubblicità è in crisi, i giornali sono in crisi e perfino la tv, intesa in senso tradizionale, versa in cattive acque.
La baracca si regge ancora solo perché conviene a chi ci abita. Mentre affatto conveniente per le persone che vengono ancora definite come “il Target consumatori” bersagliato con il solo scopo di spendere…
Quindi gli lascio virtualmente la parola, ad una domanda altrettanto virtuale:
“Marzio che te ne pare di questa campagna mirata a promuovere la qualità del Made in Italy?”
“Bellissimo fotomontaggio con una bella fanciulla che dentro a una scarpa gigante (o é lei lillipuziana ?) respira a pieni polmoni con soddisfazione. Certamente la scarpa è nuovissima, altrimenti non so se la fanciulla sarebbe così felice…..
Battute a parte, sono rimasto colpito da questa campagna che con titolo in inglese si propone nelle Metropolitane milanesi e non so su quali altri media, ad un pubblico femminile, che notoriamente non conosce l’inglese o che comunque non riesce in buona parte a declinare le sfumature proposte.
E poi, dato che si parla di Italian Style, perché dirlo in inglese ? E poi in Italia ? Capirei in UK o in altri paesi. Ci vergognamo forse della nostra lingua ?
La musica lirica italiana in tutto il mondo è apprezzatissima anche da pubblici molto giovani e non mi risulta che i libretti siano tradotti in inglese.
E questo è il punto. Se la campagna nell’immagine è tecnicamente perfetta, manca di “esclusività italiana”. Non ha alcun riferimento all’arte e alla creatività italiana che sono “merci” che in tutto il mondo ci riconoscono come nostra esclusività. In ogni paese del mondo si potrebbe fare la stessa campagna e dire la stessa cosa, e quindi ovunque potranno facilmente copiare e anche superare questo stile di comunicazione che, ahimé, si riverbera anche sul prodotto, rendendolo quindi un’entità senza elementi esclusivi e quindi presentato come facilmente duplicabile.
Andava probabilmente cercato un “aggancio” con elementi culturali, artistici e creativi esclusivi e identificabili in ogni paese del mondo come originali ed esclusivi italiani, e quindi portatori di un posizionamento qualitativo unica e non copiabile.
Gli artisti e anche gli stilisti, non sono o non dovrebbero essere dunque pronipoti di una cultura rinascimentale che tutti ci invidiano ?
Inoltre: nella campagna i tre logo che appaiono nei manifesti, non sono nella logica di un unico logo che dovrebbe sintetizzare il valore dell’emittente. Dei tre, credo che quello realizzato con le due scarpe stilizzate che formano al centro un cuore con la sintesi ITALIAN SHOES, sia il più originale e sia quello che potrebbe funzionare come “ombrello” per MICAM e per ANCI che sono due entità organizzative e che non hanno la potenzialità di brand. Inoltre non hanno a base neppure un minimo di informazione a sostegno, oltre al fatto che non è pensabile far passare tre brand contemporaneamente. La mente dei pubblici è come una porta stretta che permette non un’ammucchiata impossibile, ma soltanto il passaggio di una sintesi unica, definitiva, originale, distinguibile, memorabile.
Infine, il messaggio è un “monologo” senza gli elementi del dialogo e delle possibilità di approfondimento a vari livelli che i pubblici sempre di più desiderano, privilegiando in modo palese i brand che li offrono come “servizio” utile e concreto, al di là delle immagini che non muovono opinioni e acquisti.
Marzio Bonferroni”
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