Un nativo analogico scrive ai figli, nativi digitali. Lacrimuccia.

Ogni sera prima di andare a letto, dopo aver rimboccato le coperte ai propri bambini, accende il computer e scrive una e-mail.
Oberato di lavoro? Non proprio, perché quella e-mail è scritta ai figli che dormono, e che sono ancora piccini.
Fra qualche anno, magari come regalo di compleanno per la maggiore età, svelerà il piccolo segreto: un account di posta elettronica, una username e password dedicati e i quei figli si risvegliarannno un po’ più grandicelli con il buongiorno di migliaglia di e-mail scritte dal papà.
Un breve racconto per ogni e-mail, con allegata un’immagine, un video, un link, un sentimento.
Piccola-grande trovata che dimostra come la “fredda” tecnologia può essere contaminata da una creatività che cambia il senso dei byte, oggi e-mail e allegati, domani chissà un blog o un e-book denso di momenti carichi di pensieri che forse la quotidianità non dà il tempo o il modo di far passare.
Ah dimenticavo quel papà si chiama Pietro scott Jovane e di lavoro fa l’amministratore delegato di Microsoft Italia.
Buona notte a tutti e sogni d’oro.

Commenti recenti