
Ogni sera prima di andare a letto, dopo aver rimboccato le coperte ai propri bambini, accende il computer e scrive una e-mail.
Oberato di lavoro? Non proprio, perché quella e-mail è scritta ai figli che dormono, e che sono ancora piccini. Prosegui la lettura…
Ciao Massimo, noi non ci conosciamo, mi chiamo Elena. Volevo ringraziarti per la copia del tuo libro che ho letto voracemente in tre notti. Da quando sono diventata mamma la notte è l’unico momento in cui posso fare qualcosa per me e questo qualcosa è leggere. Non ho alcuna particolare competenza in materia letteraria, ma desideravo complimentarmi con te poiché sono rimasta affascinata dalla tua scrittura fluente e veloce, in modo specifico mi ha rapito la tua grande capacità di descrivere gli stati d’animo dei protagonisti. Leggendo mi è sembrato di scendere all’inferno e più volte ho provato orrore, chiudevo per un istante il libro e meditavo sulla mostruosità delle guerre… quante vite spezzate e quanta crudeltà può esprimere l’uomo. Così mi hai offerto una nuova opportunità di riflettere: questo è ciò che mi aspetto da uno scrittore. La tua copia è già in altre mani e sicuramente sarà occasione di dialogo. Buona fortuna e Buon Natale
Caro Massimiliano, ho terminato ora di leggere il tuo libro. Complimenti. Rischiava di esserci troppo, invece c’è stato il giusto, o quasi. Perchè io mi sarei fermata alla frase più bella di tutto il libro: “Ho davvero paura. Mio Dio, che ne sarà di me?”. La vera paura che arriva quando tuto è finito. Quando apparentemente non c’è più nulla di cui avere paura. Le pagine successive rischiano di banalizzare la domanda. E il sentimento. Leggerò con calma ne prossimi giorni le tue post-ille perchè avrei molto da chiederti. E chissà che non ci sia l’occasione di incontrarsi per parlarne. Per il momento: grazie. francesca
‘Spesso mi son chiesto quanto impieghi l’ultima nota di un brano musicale a spegnersi del tutto. Non solo fisicamente, come vibrazione sonora, ma come vibrazione emotiva. Chi può dirlo ?’ Ho scelto queste parole di Maurensig per dirti quanto abbia apprezzato ‘I cento veli’. Hai lavorato benissimo in perfetto equilibrio tra la vicenda di Gaia e i fatti storici. Bravo davvero ! Buon futuro ! Vittorio
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