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PUBBLICITA’ ON LINE: INTERVISTA A NICOLA GRECO.

Nicola Greco

Nicola Greco

Continua  il nostro viaggio fra i riferimenti della comunicazione in Italia. E questa volta incontriamo un “nativo digitale” che negli ultimi mesi ha fatto parlare di se.

Nicola Greco, developer, 16 anni, che ha aperto il Venice Session del 20 ottobre, progetto di Telecom Italia e Nova 24.

Dopo di lui sono intervenuti megaesperti della comunicazione, ragionando sul futuro dei media nell’era digitale:  Martin Sorrell, CEO della WPP, Giuseppe Vita, Presidente di Axel Sprinter, David Weinberger dell’Harvard Berkman Center e molti altri.

Il nostro interesse va a Nicola per il suo intervento e ovviamente anche per la sua età, e perché da anni ci sta profondamente a cuore il tema della formazione dei più giovani.

Diversi sono i progetti che abbiamo seguito come Hagam, costruendoli insieme a i giovani, esplorando i diversi media.

Ma Nicola è da subito molto franco con noi: preferisce parlare del valore delle sue idee e dei suoi progetti per il valore oggettivo che hanno e non perché di un giovane di 16 anni. E come dargli torto? E allora partiamo proprio da qui.

 

 

Ciao Nicola Sappiamo che stai lavorando ad un progetto tutto tuo. Ci vuoi raccontare di cosa si tratta?

Sì, sto lavorando a un nuovo modello pubblicitario, che consiste in un nuovo format, ossia l’apparenza e la funzionalitĂ  della pubblicitĂ  e con un nuovo sistema che non si basa ne su payperclick e ne su impressions. Un’idea di pubblicitĂ  che nasce osservando come le persone utilizzano internet oggi, quindi puntando alla potenzialitĂ  virale e quindi di condivisione nei social network, rompendo quindi gli schemi classici della pubblicitĂ  “company to consumer”. Inoltre sto portando a termine alcuni progetti che tracciano le discussioni che un contenuto genera in rete, in particolar modo su twitter: Twittami – http://twittami.com 

 

Dal tuo punto di vista quali sono i limiti della pubblicitĂ  tradizionale e quale invece il valore aggiunto della pubblicitĂ  sul web?

Il valore aggiunto della pubblicità sul web è che è a portata di click ed è molto più mirata. Il valore aggiunto del mio modello pubblicitario è che la pubblicità può essere condivisa, e non solo.

 

Le ricerche ci dicono che l’Italia digitale sta crescendo ma che siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi (UK in testa). Io ti ribalto la domanda: come chi lavora sul web in Italia può attrarre investimenti pubblicitari?

Non ti rispondo, perché è il mio modello pubblicitario a rispondere a questa domanda. Io offro uno strumento potenzialmente virale e mirato. Non credo comunque che si può vivere solo di advertising. 

 

Secondo te chi ha giĂ  un’azienda come dovrebbe muoversi su internet?

Muoversi su internet vuol dire tante cose. Muoversi su internet potrebbe essere vendere i prodotti in rete, avere un blog dove aggiornare i propri clienti, creare una comunitĂ , o partecipare nei social network. Sono molte le cose che un azienda può fare su internet per promuovere i propri prodotti. Molte sono le aziende che provano, poche sono quelle che ci riescono. Per avere successo bisogna sperimentare qualcosa di non-convenzionale, e bisogna capire che non ci si può comportare sempre allo stesso modo su internet. Come dicevo al VeniceSessions, in un social network un’azienda non si può muovere in modo invasivo dato l’ambiente caldo e poco formale; questi sono fatti di persone e il clima è completamente diverso. Internet è un mondo molto critico, essere criticati su internet per come ci si comporta è poi la cosa peggiore per la propria reputazione online. 

 

Le competenze che hai acquisito sono dovute alla formazione scolastica o a un percorso tuo?

A scuola studio matematica, scienze e latino, non strategie pubblicitarie non-convenzionali o linguaggi di programmazione e sviluppo web. Si è un percorso mio, dove i miei insegnanti sono state tutte le persone che ho conosciuto, lo scambio di idee e internet stesso. 

 

 

Cosa può fare la scuola e il mondo formativo in genere per elaborare percorsi di acquisizione di competenze in linea con i mutamenti tecnologici?

La scuola ti forma e ti da le basi per poi fare altri studi e approfondimenti. I mutamenti tecnologici sono continui sarebbe troppo difficile starci dietro. I corsi di formazione o gli eventi, i barcamp e internet stesso, in questo campo sono in certi case le scuole migliori.

Grazie Nicola: allora non resta che farti gli auguri per i tuoi progetti.

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