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DEDICATO A CHI VINCERA’ IL POSTO DI LAVORO TIGROS.


Sicuramente una delle operazioni di marketing meglio riuscite degli ultimi tempi quella dei supermercati Tigros: in occasione dei 30 anni di anniversario, una lotteria che mette in palio 10 posti di lavoro.
Ne hanno parlato tutti, in tutto il mondo, basta mettere su Google News “Tigros” per trovare articoli dalla Francia, dal Giappone, Germania, Cina, Russia e angoli sperduti.
Era probabilmente la congiuntura socio-economica migliore perché l’operazione potesse avere il risalto mediatico atteso. Certo non è mancato chi ha storto il naso in particolare tra i sindacati: “può essere messo in palio il posto di lavoro?”.
tigros1Ma il mio pensiero è andato ben presto, con sana curiosità, a quei 10 che vinceranno il loro posto di lavoro fra pochi giorni, ai loro sogni e alle loro speranze: cassiere, magazziniere, addetto ai freschi? Forse si, o forse il sogno era un altro… tipo quello di diventare una rock star come il protagonista di un eccezionale viral di Guitar Hero il noto videogioco per per rock star…virtuali.
A lui e a quei 10 il nostro “buona fortuna”.

P.s. dimenticavo! Chissà che non si possa fare un bel documentario sui fortunati?

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Author: Giuseppe Sangiorgio Categories: Visto Tags: , ,
  1. 11 ottobre 2009 a 15:37 | #1

    In partenza ho giudicato quella di Tigros un’operazione molto discutibile, che avrebbe potuto avere – come in effetti è stato – un buon riscontro in termini di “riprese”, che sarebbe cioè riuscita a “far parlare”.
    Mi piacerebbe avere altri dati, se sono stati raccolti: che riscontro c’è stato sulla clientela? Sono stati acquisiti nuovi clienti? Ma, soprattutto, è cambiata la percezione del marchio? E come?
    Da ultimo, incuriosisce anche me la sorte dei “miracolati”: chi ha grattato il tagliando vincente? Lo zio? La mamma? La nonna? A chi è andato il posto di lavoro? A quel ragazzo tanto perbene che tanto ha studiato e tanto è stato sfortunato? A quella signora espulsa dal mondo del lavoro per via della maternità, che non è mai riuscita – finora – a rientrarci? A quello scapestrato che magari è la volta buona che mette la testa a posto, molla la chitarra e si mette in riga?
    E ancora: com’è arrivare il primo giorno in mezzo ai colleghi da “fortunato vincitore di un posto di lavoro”? Come si viene accolti?
    Materiale per un documentario ce ne sarebbe…

  2. 9 ottobre 2009 a 13:11 | #2

    Sono rimasto particolarmente colpito dall’espressione e dagli occhi della tipa… in botta totale di fronte a cosa? la possibilità (remota) di un posto di lavoro tigros… non abbiamo altri sogni, desideri, orizzonti? Basta metallari sfigati, qui ci vuole una bella ribellione anarco-punk.

  3. beppe
    9 ottobre 2009 a 12:17 | #3

    direi di verificare l’andamento degli acquisti rapportato ai mesi in cui non c’era il “gratta&lavora”………..penso che dal punto di vista commerciale ( e anche mediatico) hanno fatto centro!
    per il documentario mi propongo come addetto alla steady-cam ;-)
    ecchettelodicoaffare?

  4. 9 ottobre 2009 a 12:01 | #4

    Mitico!

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