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Say You, Say Me, SayNow: il telefono, la tua voce

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Internet davvero assomiglia sempre di più a uno strumento di replica delle nostre relazioni reali e chi aveva dubbi sullo sfruttamento di altri sensi che non siano solo la vista, oggi si ricrede una volta di più.
Lo spunto viene dalle recensioni che stanno riempendo la rete sul nuovo social network che funziona non sul testo, ma sulla voce. Si tratta di SayNow ed è una maniera per poter ascoltare, e non leggere, ciò che le persone, amiche e non, ma soprattutto vip dicono ad una casella vocale, una sorta di segreteria telefonica alla quale, per dirla con la tecnologia a più ampia diffusione oggi, lasciano i propri cinguetii, i propri tweets.

I responsabili del sito, che oggi hanno registrato quasi 150 milioni di chiamate da parte dei registrati al social network, non smettono di sottolineare come, a dispetto di un aggiornamento di status di facebook o, appunto, di un tweet, sia una comunicazione molto più personale e vera, proprio perchè basata sulla voce e non solo su un freddo testo. Inoltre, come già espresso in questo blog quando si è parlato di Rania di Giordania, ascoltare una voce è la conferma che davvero sto ascoltando l’amico o anche la star di turno, mentre se leggo un blog o un tweet non ne ho la certezza.

Infine viene assicurata anche la privacy: i numeri di telefono di SayNow non sono quelli di casa o del cellulare, ma appunto di SayNow, quindi sono mantenuti privati, così come il nome del chiamante. Il funzionamento non è diverso, quindi, da quello di un account a cui si lasciano i propri messaggi e la cosa è particolarmente importante perchè sono soprattutto i più giovani che usano lo strumento per contattare, oltre agli amici, le star.

Lo strumento, che rappresenta l’ennesima evoluzione della tecnologia (e dell’idea) che sta alla base dei social network, si sta in realtà trasformando in uno strumento di marketing potente e redditizio. Partito con un investimento di 6 milioni di dollari nel 2005 sta registrando 1 milione di minuti al giorno di chiamate che sono rivolte in particolare ai vip che si sono registrati.

Ricevere una chiamata per un vip si sta dimostrando davvero goloso. A dispetto delle lacrime che molti ragazzini rilasciano alla cornetta e alla casella vocale, in molti rispondono con un messaggio promozionale: per il nuovo disco, film, prodotto, servizio ecc ecc. Cosa si è disposti ad accettare per parlare con il proprio artista preferito? E’ l’anima del commercio, baby: SayNow guadagna con i 15 secondi di pubblicità che chiudono le chiamate, o i tweets vocali dei vip e così… guadagna fior di soldi.

SayNow ha dunque risolto il problema che pare affliggere i grandi social network, ovvero quello del business model. Se Facebook e Twitter sono potenti ricettacoli di dati e di trends, ma ancora non sanno come guadagnarci, SayNow guadagna usando l’emotività e una tecnica di passaparola e di marketing relazionale che solo il mezzo digitale mette a disposizione, ovvero far parlare il testimonial direttamente con le persone.

Una volta Giovanni Rana o Amadori consigliavano tortellini e polli, il signor Scotti parlava per interposto omonimo da una cornetta, ma non erano in grado di dirti di comprare i loro prodotti direttamente di persona. Adesso chiama, qualcuno ti saluta e ti propina un biglietto al concerto.
SayNow ha imbroccato la strategia, un bravo va a loro. A me, tuttavia, sembra un modo di usare l’emotività delle persone che poco ha a che vedere con il valore aggiunto di un social network e che mi fa riflettere su come il marketing stia, ancora una volta, cercando di impossessarsi della rete nella maniera sbagliata, cioè non coinvolgendo, ma instillando un bisogno, una mancanza, una voglia che viene sostenuta da un’inserzionista pubblicitario.

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Author: Alberto Marzetta Categories: Pensato Tags: ,
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