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WC-SHOW: UNA SIT-COM NEI BAGNI DELLA SCUOLA

Gli adolescenti vi fanno paura? Volete guardare dalla buco della serratura o meglio da uno specchio bidirezionale cosa fanno e dicono nei bagni della scuola? Allora WC SHOW fa per voi. 

Una sit-com in stile Camera café dove  gli attori sono studenti delle scuole superiori ele scene sono ambientate nei bagni di una scuola qualunque.

Di che si parla? Nei primi tre episodi di sostanze stupefacenti: cannabis, ecstasy, alcol.

Sette personaggi – Pusha, Spillo, Spugna, Palla, Gatta, Ginger e Bea – al suono della campanella, durante il cambio dell’ora si ritrovano nel bagno dei ragazzi o delle ragazze per parlare di tizi ‘troppo fighi’, delle prossime interrogazioni e dei voti presi a quelle passate; ma anche per ’smuffare’ un po’, organizzare l’uscita del sabato sera, e darsi appuntamento a un festino dove provare lo ‘sballo con il Misticy‘ o con ‘certi cocktail da paura’.

Frutto di un progetto avviato all’inizio nel 2005 dal Dipartimento delle Dipendenze della ASL di Varese e realizzato da una ventina di studenti della provincia varesina insieme alla casa di produzione Hagam, WC SHOW arriva a proporre un nuovo modello di info-reality. L’intento dell’iniziativa infatti  è quello di presentare uno spaccato molto realistico della vita adolescenziale e riflettere in modo ironico sui comportamenti dei giovani, con uno sguardo disincantato. Lontano da facili moralismi. Ma pur sempre teso a fare una corretta informazione sui rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti e all’abuso di alcol. E a favorire la prevenzione.

A questo proposito, per rendere al meglio lo slang, le abitudini e i problemi dei ragazzi si è pensato di coinvolgerli direttamente nel progetto attraverso un laboratorio creativo sui contenuti, le diverse strategie di comunicazione e il linguaggio audiovisivo.

Nei tre episodi del filmato  le scene vengono scandite dai cambi dell’ora e si chiudono con la comparsa del bidello (Rocco Barbaro “me ne fotto!”) a cui è consegnata la battuta finale: caricatura del senso comune o delle perplessità di un mondo adulto distratto.

Dalla studentessa ligia e impegnata, allo studente scapestrato e spaccone, dal timido all’appariscente, dal ‘tonto’ al furbetto tutte le categorie di studenti vengono rappresentate . Ecco gli altri due episodi.

IL MISTICY

DUNA BLU

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  1. 8 agosto 2009 a 8:27 | #1

    Bravo Giuseppe e tutti quelli coinvolti in questo progetto. Mi sembra un idea originale ed interessante da esplorare.

    Io personalmente sono un po avverso alla recitazione tradizionale per comunicare queste idee ai giovani, ma credo che da qualche parte bisogni pur iniziare. Il problema con la recitazione è che “si vede”, e l’immedesimazione e la riflessione su quanto accade rimane mediata dalla consapevolezza di guardare una “messa in scena”.

    Un idea interessante da provare a percorrere potrebbe essere quella di fare dei video che riportino maggiormente la realtà, nei suoi aspetti più spontanei che i ragazzi della scuola vivono. Un esempio sono le interviste, o i faccia a faccia video realizzati per esempio dalle jene su Italia 1. Li esistono parecchi “formati” video che mantenendo la “privacy” e l’anonimità delle persone consentono però di catturare uno scorcio di realtà senza eccessive mediazioni e filtri.

    Punti di vista diametralmente diversi, accese discussioni, storie profondamente diverse messe l’una accanto all’altra.

    E’ proprio nell’andare a far emergere ciò che c’è dietro veramente a questi stereotipi, nel far parlare e riflettere di più la vera anima di questi ragazzi che credo si possa fare molto per aiutare noi e loro a crescere meglio insieme.

    :-)

  2. 7 agosto 2009 a 18:17 | #2

    Eh! Cosa riesce a inventare e fare l’essere umano quando crede nelle sue potenzialità. Questo è uno di quei progetti che non ti fanno mangiare ma danno la “PAPPA” a molti altri progetti nell’ambito preventivo-educativo. Bravi e/o ingenui…

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