Tullio Kezich

Tullio Kezich (da "Un Controtipo - appunti su Gillo Pontecorvo")
Purtroppo è scomparso un uomo di grande carattere, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere durante le riprese del documentario su Gillo Pontecorvo.
Tullio Kezich ci ha accolti nel suo studio con la cortesia di un amico, ospitandoci per qualche ora fra le sue pareti ricoperte di libri. Era un uomo appassionato di cinema, un protagonista della scena culturale da ormai molto tempo.
Ha fatto un certo effetto sentirlo parlare della selezione a Venezia del film La battaglia di Algeri di Pontecorvo: “A Venezia i film di spicco erano due: uno era Fahrenheit 451, che andammo a prendere io e Chiarini a Londra mentre Truffaut stava terminando l’edizione e Au hazard, Balthazar di Robert Bresson. C’era una scelta da fare tra un film di taglio classico, di ispirazione spiritualista di una personalità tremenda come quella di Bresson e la novità di questo regista, ancora abbastanza giovane, che entrava nella storia contemporanea, che prendeva gli argomenti per il collo. E prevalse Pontecorvo”.
Kezich è stato critico cinematgrafico, sceneggiatore e produttore. Ruoli che solo un vero amante del cinema può ricoprire con lo stesso stile. Non solo, è stato anche autore teatrale e scrittore, lasciandoci tante produzioni sul cinema e opere di narrativa.
Il suo grande talento è noto a tutti, ora vorrei solo ringraziarlo un’ultima volta per quella che Gillo avrebbe definito un’esperienza indimenticabile.


Non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona ma solo attraverso i suoi scritti. Non ero sempre d’accordo con le sue critiche ma aveva un grande pregio che tanti critici d’oggi si sono dimenticati: aveva il coraggio di parlare male di un film che non gli piaceva, anche se quel film era “Guerre stellari”.