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NUOVA INFLUENZA VIRALE

Veoh Networks

Veoh Networks

Niente paura, parliamo di video virali e per farlo partiamo da una constatazione:

cambia il consumatore – cambiano le aziende – cambia la comunicazione

Si parla di Web 2.0 e di Consumatore 2.0. (O’Reilly Media).
L’utente non è più solo recettore della comunicazione, ma è attore. Un individuo con cui l’azienda può e deve relazionarsi direttamente.

Sempre più aziende stanno affiancando ai metodi standard di pubblicità, azioni coinvolgenti, originali, basate su idee forti e provocatorie.

In questo caso parliamo di video.
I video vengono detti “virali” perché il metodo di diffusione è il contagio.  A differenza della pubblicità tradizionale che, volenti o nolenti, arriva nelle case di tutti, i video virali devono avere qualcosa di diverso, perché devono spingere il pubblico a passare parola.

Focalizziamo quindi l’attenzione su un altro elemento: lo Star Wars Kid, Noah takes a photo, Numa Numa, i vari Maze Scare compilation sono molto divertenti, ma parliamo di virali pubblicitari. Vediamone alcuni…


Nissan Qashqai car games
Look apparentemente amatoriale, una bella scenografia e una post-produzione notevole (ebbene si, le macchine sono finte…). Una realizzazione londinese molto divertente e inusuale. Lo slow-motion sul dettaglio dell’acrobazia del secondo video è un tocco di classe…


Samsung (telefono HD)

In occasione dell’uscita del nuovo telefonino con telecamera HD, Samsung lancia una sfida agli utenti di Youtube…
L’idea sta nel fatto che l’alta definizione potrebbe aiutarti a svelare il trucco.


HYDRO

Le classiche offerte di lavoro iniziano a cedere il posto a nuove forme di comunicazione da parte dell’azienda.
In questo caso una compagnia giovane e dinamica cerca nuovi ingegneri… tramite un viral!
La tecnica è simile a quella di Nissan (riprese live action miste a 3D) e la creatività è decisamente originale, come l’idea che un’azienda possa cercare del personale in questo modo.


SPRITE
Anche qui tecnica mista: riprese in stile amatoriale ed intervento in post-produzione per il lancio del personaggio.
In realtà di amatoriale c’è ben poco… le riprese vengono sempre fatte da persone che muovono la telecamera in modo apparentemente inesperto ma con cognizione di causa. Ad esempio, in questo caso, per ragioni di post, avranno dovuto sempre tenere in campo dei marker per il 3d (elementi artificiali o reali che servono da guida - punti di tracking – per applicare gli effetti visivi).


RAYBAN
Una nuova sfida per gli utenti della rete: come avranno fatto?
La risposta sta in un’insieme di tecniche: spesso hanno girato l’azione al contrario per farla risultare “magica” una volta riprodotta normalmente, altre volte hanno unito due riprese differenti (una al contrario e una dritta) e hanno cancellato digitalmente alcuni dettagli. In rete esistono alcuni video che danno delle risposte…


EA SPORTS
Questa è divertente… un utente, Levinator 25, scopre un errore nel videogioco di Tiger Woods: a causa di un’anomalia tecnica, Tiger Woods si trovava a colpire la pallina visibilmente in piedi sull’acqua. Un errore di texture? Ecco la risposta virale di EA Sports…


LEARN ENGLISH
Ok, un pò di sesso ora… ma per scopi nobili. Se osservate i primi fotogrammi potete leggere i nomi degli autori.
L’idea è geniale, la realizzazione impeccabile.


GUINNESS
Uno dei capolavori…


DUREX – GET IT ON
Da sempre la pubblcità televisiva ci ha abituato a spot sui preservativi dove lui e lei si tengono per mano correndo sulla spiaggia. Da un pò di tempo (specialmente in altri paesi) anche in TV si osa di più. Internet ha contribuito ad abbassare la soglia di inibizione, con effetti a volte esilaranti…


FORD KA
Il gemello cattivo… idea creativa molto forte e tanta voglia di osare.
Questa campagna aveva tutti i presupposti per suscitare un numero infinito di polemiche, ma la Ford ha avuto comunque il coraggio di togliere il freno a mano. Piaccia o non piaccia, questo non sarebbe mai passato in TV.


POSTE FRANCESI
Un piccolo esempio su come anche le istituzioni stiano puntando sui virali.


BLEND TEKMIXERS
“Will it blend?” è diventato un caso, un appuntamento regolare seguito da milioni di persone. La creazione di uno show dal look apparentemente sfigato (sembra una televendita di provincia) è stata una mossa molto interessante.
Tutto per vendere il frullatore…

Potremmo inserirne tanti altri (da Cloverfield all’imbrattamento dell’Air Force One, fino a Bruce Lee che gioca a ping pong per Nokia) ma vale la pena chiudere su alcune considerazioni…

1) i virali possono avere diverse forme, dallo spot di 30” al filmato “amatoriale” di 5 minuti. L’importante è che l’idea sia brillante e la realizzazione impeccabile;
2) i video virali non possono essere prodotti e poi abbandonati. Devono esserci azioni preparatorie e conseguenti alla “messa in onda”;
3) i video virali sono una realtà commerciale nuova, ma che sta prendendo piede nel mondo intero.

Le aziende hanno un nuovo modo di interagire con il pubblico, divertente e dinamico, a patto che sia fatto in modo intelligente. La rete ti può portare milioni di visite, ma può anche frenare all’istante un virale poco convincente.
E’ una sfida interessante, si potrebbe cominciare a raccoglierla più spesso.

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Author: hendrick Categories: Pensato Tags: ,
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